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Salute e Benessere
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La meningite in Lombardia tra corsa ai vaccini e scuole chiuse

22 Dicembre 2016
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La meningite in Lombardia tra corsa ai vaccini e scuole chiuse

Il recente drammatico caso legato all’esplosione di un’epidemia di meningite in Toscana ha portato le autorità sanitarie presenti nella Penisola a riservare un’attenzione ancora maggiore ai possibili focolai di infezione, data la rapidità con cui i batteri responsabili della patologia tendono a diffondersi e data a difficoltà di dare vita a campagne vaccinali di massa quando la diffusione della malattia ha già preso il largo.

Accade così dunque che il moltiplicarsi di casi, solo sospetti e tragicamente reali, di meningite in Lombardia abbia dato il “la” alla consueta caccia al vaccino e alle misure preventive utili a non ampliare l’area del contagio, laddove vi è già stata una diagnosi o vi sono fondati sospetti in base ai quali esistono fattori di rischio piuttosto elevati.

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Per quanto riguarda il versante legato ai vaccini, i principali problemi derivano dal fatto che attualmente l’unica misura profilattica gratuita in commercio sia quella legata alla protezione contro il meningococco di tipo c, mentre per le altre classi di agenti patogeni in grado di trasmettere la meningite, si sono riscontrate maggiori difficoltà di accesso, soprattutto per il vaccino contro il meningococco di tipo b, offerto gratuitamente solo ai nuovi nati, ma non in tutte le regioni d’Italia.

In entrambi i casi, la dispensazione del vaccino comprende solo la dose iniziale e non il richiamo che potrebbe rendersi necessario durante il corso degli anni a fronte di un calo delle difese immunitarie originate dalla perdita delle memoria storica legata alla minaccia batterica.

Sul fronte delle misure precauzionali, il sospetto di un bambino contagiato presso la scuola d’infanzia Pontida, di Busto Arsizio ha portato alla chiusura per un giorno dell’istituto, in attesa che ulteriori indagini chiariscano al natura dell’attacco batterico e il potenziale rischio di contagio presso gli altri bambini della scuola, dato che la compresenza dei fattori legati all’alto livello di affollamento del luogo e alla giovane età del paziente, di soli 4 anni, hanno imposto la massima precauzione possibile.

Chiunque fosse interessato a chiarire a fondo al questione legata alle vaccinazioni e ai richiami può recarsi presso la più vicina struttura sanitaria oppure ricorrere al portale internet dell’azienda sanitaria di riferimento, tentando così di fugare quegli ultimi dubbi che da solo possiedono al facoltà di accendere una piccola miccia destinata t tramutarsi in un triste focolaio epidemico in poco tempo.

 

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