fbpx
Salute e Benessere
1

Malattia e visite fiscali, come cambiano le regole nel 2017

22 Dicembre 2016
1710 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Malattia e visite fiscali, come cambiano le regole nel 2017

L’introduzione dei permessi dal lavoro per cause legate alla malattia del dipendente rappresenta sicuramente una delle maggiori conquiste sindacali del secolo scorso e un diritto inalienabile per chiunque si trovi a svolgere una determinata professione e necessiti di cure e riposo retribuiti, per poter tornare serenamente al proprio posto, una volta passata la tormenta virale, batterica o genetica scatenatasi.

L’introduzione dei permessi di malattia rappresenta una conquista talmente positiva che numerosi soggetti hanno pensato bene di renderla deprecabile, andando ad usufruire di giornate “premio” regolarmente retribuite a fronte magari di una mezza linea di febbre o di un isolato colpo di tosse, sopraggiunti, guarda caso, proprio all’indomani di un ponte o in prossimità di un lunedì più nero degli altri.

malattiavisite_emergeilfuturo

Ormai divenuta la prassi più assoluta in un Paese dove controllare risulta sempre meglio che fidarsi, le temutissime visite fiscali si apprestano a subire radicali stravolgimenti a partire dal 2017, secondo uno schema che prevede controlli più frequenti e privi dell’abituale tempo di latenza al quale il malato e il finto malato erano ormai abituati.

Date le strane stime riportate dall’Inps che parlano di assenze strategiche limitate ad un singolo giorno, collocato a ridosso delle festività, sarà possibile un’ispezione a domicilio da parte dei controllori già dal primo giorno di malattia all’interno della disposizione oraria che prevede la necessaria presenza tra le mura domestiche del lavoratore privato tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19 e quella del dipendente pubblico tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18.

Mentre resteranno invariate le modalità attraverso le quali risulterà possibile comunicare l’assenza la datore di lavoro, con certificato medico al seguito da inviarsi entro le 48 ore dalla prima assenza, aumenteranno inoltre le sanzioni per tutti coloro che non risulteranno reperibili all’interno delle suddette fasce orarie, con perdita del 50% del monte malattia in caso di duplice assenza e di mancata presenza alle convocazioni messe in campo dalla Asl di riferimento.

Assolutamente innocui per la sicurezza e la salvaguardia del “vero” malato, i nuovi provvedimenti andranno probabilmente ad infastidire tutti coloro che trovandosi privi dei requisiti di salute richiesti tendono ad abusare di un sacrosanto diritto sindacale fino a renderlo persino odioso.

 

[adrotate banner=”6″]