Salute e Benessere
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Morto Paolo Bianco, eccellenza della medicina italiana

9 novembre 2015
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Morto Paolo Bianco, eccellenza della medicina italiana

Se scommettere sulle potenzialità della ricerca sulle cellule staminali al giorno d’oggi è facile come predire una giornata calda e soleggiata per il 15 di agosto, quando un gruppo di luminari, capitanti dal professor Paolo Bianco, si addentrarono per la prima volta nei meandri di un universo medico ancora ignoto, lo sviluppo del nascente settore di ricerca era denso di tante incognite da far apparire l’impresa alla stregua di un azzardo.

Pioniere della ricerca sulle staminali in Italia e paladino della battaglia condotta contro le pseudo-scienze e le truffe mediche, Paolo Bianco, spentosi ieri alla giovane età di 60 anni, è stato ilsimbolo di un’Italia coraggiosa e ligia ad un dovere professionale che comprende la denuncia di chiunque voglia speculare sull’altrui disperazione e la continua indicazione della strada corretta da seguire, a prescindere dalla tortuosità del cammino e dalla spiacevoli verità che vi si possono incontrare.

Direttore del laboratorio di cellule staminale all’università La Sapienza di Roma, il dottor Bianco ha sempre orientato la propria carriera in direzione della conformità con quel motto: La scienza procede lentamente ma con la sicurezza di risultati tangibili e spettacolari” che ha definito l’ambito di scelte compiute nell’interesse di un reale avanzamento della ricerca medica a scapito dai sensazionalismi mediatici prodotti dalle “cure miracolose”.

Con la sua scomparsa, il nostro Paese non perde soltanto una delle sue migliori menti, in grado di conferire lustro alle eccellenze sanitarie nostrane, ma anche una delle pochi voci fuori dal coro che ha mantenuto alto il livello della scienza di fronte alle campagne denigratorie condotte attraverso al televisione e i social network con l’intento di gettare ombre sull’integrità di che dedica la propria vita al servizio del prossimo e dell’avanzamento conoscitivo dell’intero genere umano.

Aggregandoci al cordoglio di parenti, amici e istituzioni sanitarie, rivolgiamo l’ultimo saluto ad un uomo che seppe scommettere sulla bontà delle staminali quando buona parte della comunità scientifica avrebbe rivolto lo sguardo altrove, senza fare in modo che la scommessa vinta si tramutasse in un azzardo per compiacere media e giornali.

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