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Salute e Benessere
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Tribunale: un uso errato del cellulare può provocare il cancro

21 Aprile 2017
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Tribunale: un uso errato del cellulare può provocare il cancro

Premesso che i Tribunali si occupano di far rispettare la legge e non certo di scienza medica e che, per tanto, sono soggetti a solenni cantonate quando decidono di avventurarsi in campi che non competono loro, il discusso rapporto tra l’utilizzo prolungato dei telefoni cellulari e la possibile insorgenza di alcune tipologie di cancro al cervello rimane tutt’ora una questione aperta e passibile di sviluppi in grado di avvalorare una tesi inizialmente considerata infondata e allarmistica, oppure di ridimensionarla.

Anche a fronte di un’ampia letteratura clinica in materia ben lungi dal trovare un assenso e una conclusione definitiva, un Tribunale di Ivrea ha deciso di sollevare un polverone andando ad avventurarsi in un terreno alieno e stabilendo senza ombra di dubbio che il tumore al cervello che aveva colpito il querelante risultava originato proprio a partire da un uso scorretto del telefono cellulare dovuto ai suoi oneri lavorativi e che, quindi, il dipendente andava risarcito a fronte dell’evidente danno procurato.

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Dopo aver effettuato telefonate interminabili per oltre 15 anni, il signor Roberto Romeo ha infatti scoperto che i primi disturbi che avvertiva a livello uditivo erano provocati dalla presenza di un tumore collocato in prossimità del nervo acustico e deciso dunque di citare in giudizio l’azienda per la quale lavorava nella speranza di vedersi risarcito per il danno subito e per la perdita totale dell’udito ad un orecchio originata dalla massa benigna.

Senza troppi mezzi termini, il Tribunale di Ivrea ha accolto le istanze dell’uomo, attribuendo la genesi del tumore all’uso eccessivo e scorretto del telefono e creando così un precedente a livello giudiziario destinato a far discutere per i prossimi decenni a venire.

Mentre la vittima giustamente esulta per la storica sentenza, i responsabili dell’Iss ribadiscono infatti l’assoluta assenza di evidenze certe in materia ed invitano a prendere la sentenza con le pinze, facendo leva sulla sopracitata letteratura medica priva di evidenze definitive in materia.

Anche considerando il fatto che stare tutto il giorno al telefono non fa certo bene alla salute e che le stesse case produttrici raccomandano l’uso di accorgimenti volti a minimizzare i possibili danni, il nesso che lega i cellulari alla genesi di forme tumorali al cervello resta dunque non chiarito, anche a fronte dell’intervento a gamba tesa di un Tribunale deciso ad avventurarsi nello spinoso terreno della scienza medica, incurante della pessima figura fatta da un suo omologo solo poco tempo fa in materia di vaccini e della successiva smentita in Appello.

 

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