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Salute e Benessere
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Oltre 3 mila app dedicate alla cura dei disturbi psichici

3 Aprile 2017
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Oltre 3 mila app dedicate alla cura dei disturbi psichici

Anche a fronte di stimi e studi che attestano come la dipendenza da connessione perenne rappresenti un valido terreno di insorgenza per stati ansiosi e depressione maggiore, esiste un ampio novero di soggetti che intende curare i propri disturbi di natura psichica e neurologica proprio mediante il ricorso al web, ritenendo che quella miriade di informazioni generiche presente in Rete possa rappresentare un valido surrogato di una visita specialistica.

Se i siti che trattano i disturbi psichici non sono certo una novità e ce n’è per tutti i gusti, dal fantomatico approccio olistico fino a trattati di medicina veri e propri, sta infatti sempre più prendendo piede il fenomeno definito come E-mental health, che consiste nella genesi di apposite applicazioni per smartphone, tablet o pc dedicate appunto alla (presunta) risoluzione di problematiche relative alla salute mentale, anch’esse affrontate da molteplici ed opposti punti di vista.

appdisturbipsichici_emergeilfuturo

Una recente inchiesta presentata nel corso dell’annuale convegno della European Psychiatric Association (EPA), in fase di svolgimento a Firenze, ha infatti mostrato come il 6% dell’immenso monte app totale risulti dedicato alla cura o alla gestione delle più disparate problematiche mentali e come le oltre 3 mila applicazioni dedicate al tema si compongano di un variopinto arcobaleno diagnostico e terapeutico.

A fianco di applicazioni ideate per agevolare la comunicazione tra medico e paziente e per prenotare in modo più scorrevole le visite del caso, ne esistono centinaia che mirano a fornire al paziente una sorta di supporto asettico, andando a fornire consigli generici a fronte della descrizione di un quadro sintomatologico altrettanto generico e spesso difficile da ricondurre ad una causa univoca persino da un vero specialista in carne ed ossa.

Se da un punto di vista strettamente logistico e burocratico, numerose app dedicate alla salute mentale possono fungere da valido supporto per fugare dubbi iniziali e per evitare code infinite all’interno dei Cup delle Asl, il rischio concreto è quello che il cittadino sottovaluti i sintomi avvertiti e si dedichi a cure fai-da-te non in grado di centrare il bersaglio, senza mai domandarsi, tra l’altro, se tutti quei disturbi percepiti non derivano proprio da una dipendenza dal mezzo tecnologico e dall’ossessiva ricerca di soluzione a problematiche generate proprio a partire dalla ricerca stessa.

 

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