Salute e Benessere
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Tornano i furti nelle farmacie ospedaliere

6 dicembre 2016
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Tornano i furti nelle farmacie ospedaliere

Resa popolare dal film con Matt Dillon, la figura del drugstore cowboy, ovvero colui che assalta e rapina farmacie con l’intento di rivendere i farmaci, trova un corrispettivo meno romantico e meno suggestivo anche da questa parte dell’Oceano, dove i medicinali, pur trovandosi ad essere mediamente più economici ed accessibili di quanto non lo siano negli Stati Uniti, rappresentano comunque un’ottima refurtiva e un prodotto facilmente rivendibile sui mercati neri di tutta Europa.

Complice il lancio di un particolare farmaco in grado di curare definitivamente l’epatite di tipo c, a fronte di esborsi assurdi, pare infatti che gli assalti e le rapine alle farmacie ospedaliere nostrani abbiano ripreso un corso un po’ interrotto durante gli ultimi anni e che la problematica sia tornata più viva che mai, con tutto il carico di sicurezza pubblica che le rapine comportano.

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A lanciare l’allarme è stata la Società italiana dei farmacisti ospedalieri (Sifo), autrice di un documento che ha mostrato come il fenomeno relativo ai furti presso le strutture ospedaliere abbia conosciuto un’impennata proprio in corrispondenza dell’immissione del sopracitato farmaco anti Hcv e come un fenomeno, relegato a livelli marginali nel corso del 2014 (se non del tutto azzerato), sia rapidamente tornato in auge durante l’anno corrente, con 7 casi di rapina accertati.

A fianco dei furti condotti all’interno delle farmacie ospedaliere esiste inoltre, secondo la Sifo, un’ulteriore realtà meno evidente che prevede la malavita intenta ad assaltare i camion adibiti al trasporto di prodotti farmaceutici e che fa leva sulla mancanza di scorte e affini per impedire ai rifornimenti di giungere alle farmacie di riferimento.

Discussa nel corso del recentissimo congresso annuale della Sifo, la problematica pare dunque tornata in auge nel corso dell’ultimo anno, anche se la totale assenza di una componente romantica o cinematografica ha fatto passare sotto silenzio giornalistico le scorribande degli emuli nostrani dei celeberrimi drugstore cowboys americani.

 

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