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Salute e Benessere
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Tumori, scoperto come il cancro resiste ai farmaci

29 Novembre 2016
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Tumori, scoperto come il cancro resiste ai farmaci

Per quanto le sirene della contro-informazione internettiana dipingano rosei scenari in cui risulta possibile guarire dal cancro grazie ad un paio di sedute di psicanalisi o all’assunzione di un bicchiere di acqua e limone, le uniche due armi utili a fronteggiare il variegato universo dei tumori sono rappresentate dall’asportazione chirurgica della massa solida e dal bombardamento operato mediante il ricorso a farmaci di tipo chemioterapico, spesso reso difficoltoso dalla straordinaria capacità da parte delle cellule tumorali di mettere in atto dei meccanismi di difesa che le rendono in grado di resistere all’azione delle molecole chimiche.

In attesa di cure meno invasive e meno dolorose, uno dei nodi gordiani della medicina moderna riguarda proprio la capacità di comprendere a fondo in che modo il cancro riesca a sopravvivere all’azione dei medicinali e quale reazione chimica abbia luogo nel momento in cui le cellule malate entrano in contatto con molecole farmaceutiche ideate con l’esplicito intento di sterminarle e rivelatesi efficaci durante i test preliminari condotti in laboratorio.

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Un nuovo passo in avanti in direzione della piena comprensione del cancro e di tutte le sue armi è stato realizzato da una ricerca condotta dai ricercatori facenti capo all’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) che ha mostrato come il cancro riesca rapidamente ad adattarsi alle condizioni avverse connesse con i farmaci e a sviluppare una sorta di assuefazione di fronte al bombardamento chimico subito, che riesce paradossalmente ad aumentarne la resistenza man mano che si prosegue con i trattamenti.

Condotta prendendo in esame gli effetti del farmaco denominato Sunitinib, la ricerca ha infatti mostrato un aumento della resistenza messa in atto dalle cellule tumorali che cresceva in modo esponenziale all’aumentare dei trattamenti, come se le cellule malate possedessero una capacità di adattamento e di selezione naturale tali da scongiurare ogni minaccia prodotta dall’esterno prima che l’azione del farmaco possa raggiungere lo scopo prefisso.

Per far fronte a questa problematica, hanno spiegato gli autori dello studio, sono attualmente al vaglio nuove classi farmaceutiche in grado di azzerare la resistenza del cancro di fronte all’azione dei farmaci e di agire sulle masse tumorali in modo continuativo, prima che il mancato successo della chemioterapia, dovuto a ragioni squisitamente biologici, sfoci ulteriormente in un clima di sfiducia generale destinato a concludersi sul lettino dello psicologo o nello studio di un naturopata.

 

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