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Vaccini antinfluenzali, attenzione alle possibili controindicazioni

11 novembre 2016
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Vaccini antinfluenzali, attenzione alle possibili controindicazioni

Ideati per proteggere quella fascia di utenti considerati “deboli”, per via di pregresse condizioni patologiche o per ragioni meramente anagrafiche, i vaccini antinfluenzali sono rapidamente usciti dalla nicchia di pubblico alla base della loro concezione, a causa di schemi sociali e lavorativi che difficilmente collimano con la contrazione dell’influenza stagionale e con quella la perdita di giornate lavorative, considerate troppo preziose per venire trascorse a letto, tra coperte e tisane.

Premesso che la contrazione dell’influenza non è sicuramente un evento memorabile nella vita di una persona e che tutti noi speriamo di poter scampare alla subdola minaccia, anno dopo anno; prima di correre ciecamente in direzione del primo ambulatorio in cerca di un vaccino disponibile, occorre comunque tenere presente che la misura profilattica, dall’effetto salvifico per anziani, bambini e malati, potrebbe non risultare indicata presso tutti i soggetti, comportare controindicazioni non proprio simpatiche e non raggiungere addirittura lo scopo prefisso, con conseguente spreco di tempo e denaro, dato il vaccino è gratuito solo per coloro che realmente ne hanno bisogno.

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Come per qualunque medicinale, la somministrazione di un vaccino non è infatti assimilabile all’assunzione di un bicchier d’acqua e può produrre sull’organismo umano uno spettro di effetti che può essere di moderata entità, limitandosi magari a qualche arrossamento locale o ad un po’ di indolenzimento nelle zone in cui è stato inoculato, ma anche comportare un quadro sintomatologico del tutto simile a quello della tremenda influenza che si voleva scongiurare, con tanto di debolezza, spossatezza e complicazioni di tipo gastrointestinale, logicamente comprensive di episodi di vomito.

A differenza di quanto accade in ambito di vaccinazioni infantili, dove due linee di febbre risultano un lievissimo prezzo da pagare per salvare la vita dei bambini, o per quanto riguarda le stesse vaccinazioni antinfluenzali condotte sui soggetti a rischio, il ricorso alla misura dovrebbe essere per tanto ponderato e discusso on il proprio medico curante, sulla base della propria storia clinica e sulla possibilità di una maggior sensibilità verso la misura, se non altro, quantomeno per evitare di perdere quegli stessi giorni di lavoro che si tentava disperatamente di salvaguardare ad ogni costo mediante il ricorso al farmaco.

 

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