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L’Oms contro la pubblicità di cibo spazzatura rivolta ai bambini

7 novembre 2016
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L’Oms contro la pubblicità di cibo spazzatura rivolta ai bambini

La sicurezza di bambini e minori di fronte alle numerose insidie presenti su internet non passa dalla semplice attivazione di filtri e “parental control”, volti ad impedire l’accidentale contatto tra il piccolo internauta e l’abnorme carico di pornografica presente sul Web, ma necessiterebbe di una completa revisione di quegli schemi che portano le grandi aziende ad intrufolarsi nella mente dei giovani consumatori attraverso subdoli annunci pubblicitari ed inserzioni ideate ad hoc per far leva su un immaginario che si nutre di molta fantasia e di poca razionalità.

Dato che ormai annunci, inserzioni e pop-up risultano sempre più mirati sulla base dei dati anagrafici del possessore di un determinato dispositivo e sulla cronologia delle ricerche effettuate, ne consegue che le aziende produttrici i junk food abbiano trovato una gigantesca porta per arrivare a “traviare” le menti dei più piccoli via samrtphone o pc, laddove i numerosi moniti messi in campo dalle istituzioni di sanitarie erano, in parte, riusciti ad impedire il bombardamento televisivo continuo, in atto fino a pochi anni fa sui canali di tipo generalisti.

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In base ad una recente denuncia effettuata dai responsabili dell’Oms, le strategie per promuovere il consumo di cibo spazzatura si sarebbero ampliate, giorno dopo giorno, di subdoli espedienti, mediante la creazione di campagne pubblicitarie create ad hoc per fare leva su un universo infantile in tutt’altre faccende affaccendato, attraverso una sovraesposizione sui social networks perenne e attraverso strategie basate ad agire sull’inconscio dei più piccoli, come quelle che portano a nascondere i proverbiali Pokemon all’interno di punti vendita legati alla distribuzione di hamburger o in grandi catene di take-away.

Prima che il bombardamento in atto sfugga completamente dal controllo dei genitori (ammesso che la cosa non sia già avvenuta) e che la piaga sanitaria legata all’obesità infantile vada via allargandosi di pari passo con il girovita dei bambini e degli introiti delle aziende che hanno trovato il modo di sfruttare il Web a dovere, l’Oms ha auspicato l’introduzione di un sistema legislativo volto a scoraggiare la produzione di advertisement mirate all’universo infantile.

Data l’impossibilità di vigilare tutto il giorno su quali annunci compaiono all’interno delle applicazioni dedicate ai minori e dato che non esiste la mondo un solo genitore in grado di controllare tutto il giorno quello che il piccolo osserva su Facebook o Twitter, l’Oms spera che gli annunci incriminati, ormai rifiutati da buona parte delle testate giornalistiche e dai canali televisivi, possano essere almeno in parte regolamentati e ostracizzati e che le misure da attivare per consentire la sicurezza dei più giovani su internet si limitino davvero all’apposizione di qualche filtro e alle precauzioni volte ad impedire l’accidentale contatto tra mondi destinati all’incomunicabilità di fondo.

 

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