
Più il fenomeno climatico noto come riscaldamento globale aumenta, più numerose specie di animali trovano il coraggio di affrontare traversate sempre più lunghe e problematiche e di lasciare il loro habitat di riferimento per colonizzare nuovi ecosistemi, un tempo inaccessibili per via di temperature troppo basse per garantire la loro sopravvivenza e oggi divenuti abbastanza miti da consentire il repentino trasloco.
Accade così che in un’Italia tradizionalmente al riparo dai pericoli derivanti da una fauna di tipo tropicale comincino a moltiplicarsi gli avvistamenti relativi ad insetti nocivi, provenienti dalle più remote latitudini del mondo, il cui nefasto potenziale risulta amplificato dal fatto che nel nostro Paese non esiste una memoria storica e una tradizione medica tale da consentire di fronteggiare adeguatamente la minaccia aliena.

Dopo zanzare africane e consimili, è ora la volta delle vespe orientali, in arrivo sulla Penisola con un potenziale allergizzante piuttosto elevato e con un’indole aggressiva ben lontana dal, tutto sommato, mite carattere posseduto dalle polistens germaniche e dalle vespe cartonaie che da secoli abitano il Bel Paese senza produrre troppo danni agli esseri umani e all’ecosistema di riferimento.
Nel corso del trentesimo congresso della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) è stato infatti dibattuto il problema relativo all’imminente approdo in Italia della vespa velutina e della vespa orientalis, due specie di imenotteri che potrebbero aumentare a dismisura il rischio allergico presso tutti i soggetti predisposti e dare dunque origine ad un nuovo allarme sanitario nel corso dei mesi estivi.
Per questa ragione, gli esperti facenti capo alla SIAAIC hanno voluto ribadire come si trovi da anni in commercio un apposito vaccino che consente di limare le complicazioni in caso di puntura e di tutelare i soggetti allergici di fronte ai pericoli derivanti dal veleno degli imenotteri e di quel riscaldamento globale che sta rapidamente trasformando il mondo in una sorta di zoo planetario senza più recinti e custodi.
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