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Salute e Benessere
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Via libera al “Viagra per le donne” dagli Usa

5 Giugno 2015
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Via libera al “Viagra per le donne” dagli Usa

Quando ci apprestiamo ad acquistare e consumare un farmaco, la nostra ingenuità verso il prossimo e una diffusa buonafede ci portano inconsciamente a credere che quanto presente nella nostra confezione sia arrivato sugli scaffali della vicina farmacia dopo che numerose equipe di medici avevano decretato in modo inequivocabile la bontà del principio attivo e stabilito la sostanziale assenza di effetti collaterali.

Purtroppo, non è così; molti dei medicinali immessi in commercio sono frutto di diatribe irrisolte, oscure votazioni segrete e mancata unanimità sui suoi reali effetti, come nel caso del “Viagra per le donne”, oggetto di controversie planetarie dal 2100 e oggi liberamente acquistabile negli Usa, seppur con sostanziali limitazioni di accesso.

Facendo un rapido passo indietro, per chiunque si fosse perso l’ennesima telenovela sanitaria: qualche hanno faalcuni ricercatori facenti capo alla Sprout Pharmaceuticaavevano dato vita ad un medicinale (finbaserin) in grado distimolare la libido femminile e di favorire l’orgasmo in caso di impedimenti di tipo fisico o psicologico, pubblicizzando il loro ritrovato come l’elemento in grado di liberare il Gentil Sesso dalle ataviche catene sessuali e ribattezzandolo, con fantasia prossima allo zero, “Viagra per le donne.”

Dopo una serie di test piuttosto accurati, le autorità sanitarie americane avevano tuttavia stabilitoche l’assunzione del farmaco in questione comportava una serie di effetti collaterali tutt’altro che trascurabili, tra i quali bassa pressione sanguigna, nausea e addirittura mancamenti in grado di provocare svenimenti improvvisi nelle acquirenti, decisamente avulsi da quel piacere che si intendeva raggiungere.

Dopo aver bloccato al diffusione del finbaserin per due volte, la Federal Durg Adminsitration (Fda) si è trovata oggetto di una pioggia di critiche e petizioni online incentrate sulla presenza di una presunta componente discriminatoria a capo della decisione, in base alla quale, nessuno si spiegava come mai il Viagra di tipo “classico” godesse di libero accesso e ampia reperibilità e quello femminile si trovasse invece bandito dalle farmacie, sebbene non fosse più pericoloso del suo (già pericoloso) corrispettivo maschile.

Onde evitare ulteriori critiche e ulteriori accuse, la Fda ha per tanto stabilito che il farmaco necessitasse di un repentino via libera, votando (18 voti a favore e 6 contrari) in modo positivo sulla sua commercializzazione e ponendo fine alla questione mediante l’esposizione di un principio che bandisce dal corpo decisionale le discriminazioni di natura sessuale per i farmaci finalizzati alla cura di disturbi sessuali.

Se il principio di applicare la parità di diritti a farmaci maschili e femminili appare più che sacrosanta, a convincere poco, in questa storia, è la consueta volontà di immettere sul mercato medicinali poco sicuri, relegando la questione ad un bugiardino che nessuno legge e alla  buonafede di chi acquista un principio attivo con la ferrea convinzione che qualcuno, da qualche parte del mondo, lo abbia testato tanto a lungo da fugare ogni dubbio sulla sua natura.

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