
In caso qualcuno sospettasse che la comodità di poter fare la spesa semplicemente connettendosi al pc o allo smartphone avesse ormai raggiunte il suo limite estremo e che non fosse possibile dare vita ad un sistema di acquisti online più semplice ed efficace di quello in vigore, ecco che Amazon è giunta alla creazione di uno strumento rivolto marcatamente a tutti coloro che si trovano a soffrire di pigrizia tanto atavica da considerare la connessione al sito alla stregua di una fatica paragonabile a quella di fare la spesa in un negozio fisico.
Concepito nell’ambito dell’Internet delle Cose (Iot), il particolare pulsante Dash rappresenta infatti un’estensione squisitamente fisica del sito ideato da Jeff Bezos e consente di fare acquisiti su Amazon, in modo selettivo, semplicemente mediante il ricorso ad un apposito bottone inserito sul gadget a forma di portachiavi, senza dover scartabellare tra le pagine del sito e tra le numerose offerte presenti sul noto portale dedicato all’e-commerce.

Sostanziale trasposizione “in carne ed ossa” del pulsante compra presente sul sito, Amazon Dash consente, una volta impostato, di poter acquistare un oggetto selezionato semplicemente pigiando il bottone, senza dover ogni volta andare a definire quantità e modalità di spedizione della merce selezionata, dato lo storico memorizzato sul particolare portachiavi, munito di una porta wi-fi e di una batteria in grado di garantire 5 anni di autonomia.
In parole povere, se ad esempio si ritene di dover comprare la carta igienica con una certa frequenza, ma non si desidera perdere tempo per accedere al sito, selezionare il prodotto e definire l’acquisto, è sufficiente impostare Dash sull’oggetto dei nostri desideri, lasciarlo in bagno e schiacciare il pulsante ogni volta che siamo giunti all’ultimo rotolo o che gli strappi si fanno via via esili per vedersi recapitare a casa in tempi brevi l’agognata carta.
Tutto ciò è logicamente reso possibile da una serie di convenzioni, stipulate da Amazon con le aziende produttrici di beni d’uso comune (in Italia sono al momento 27), ben liete di lasciare che le loro merci risultino ordinabili tramite un semplice clic e dunque reperibili in modo automatico ben oltre l’immaginazione di chi riteneva che grande rivoluzione informatica fosse già compiuta del tutto.
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