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Apple, multa da 234 milioni per violazione dei brevetti

19 ottobre 2015
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Apple, multa da 234 milioni per violazione dei brevetti

Il mondo dei tribunali rappresenta un universo piuttosto confuso e può accadere che coloro che si erano costituiti parte lesa si trovino a passare dalla parte degli imputati nel giro di pochi mesi, persino in caso i facenti causa si chiamino Apple e abbiano denunciato mezzo mondo, a ragione o a torto, per aver copiato impunemente le loro geniali trovate informatiche.

Se l’azienda di Cupertino era infatti passata agli onori delle cronache, pochi anni or sono, per aver vinto una colossale battaglia legale contro Samsung, rea di aver riprodotto la tecnologia montata su iPhone senza ovvia autorizzazione, Apple si trova oggi costretta a risarcire l’Università del Wisconsin per aver violato i brevetti depositati dai suoi ricercatori ed aver impiegato la tecnologia dell’ateneo senza permesso e senza sborsare un solo centesimo.

Apple si sarebbe infatti servita di una particolare tecnologia, di proprietà dell’Università del Wisconsin, per dare vita ai processori di tipo Apple A7, A8 e A8X montati su svariati modelli di iPhone e iPad, cercando di sostenere la tesi della non validità dei brevetti in questione e respingendo al mittente le legittime richieste di risarcimento proposte in sede giudiziari dall’ateneo americano.

A seguito di una breve controversia, il giudice ha respinto senza mezze misure la difesa di Apple, attribuito pienalegittimità alle richieste della parte lesa e stabilito insindacabilmente un risarcimento, fissato nella cifra record pari a 324 milioni di dollari, che Apple dovrà sborsare all’Università defraudata in attesa di ulteriori gradi di giudizio.

Stando al verdetto della corte, il lavoro svolto dagli universitari si sarebbe infatti rivelato fondamentale nella genesi dei processori incriminati ed Apple avrebbe dunque sfruttato le altrui ricerche e gli altrui sforzi per dar vita ad una tecnologia in seguito spacciata per autoctona senza nessun titolo in merito.

Mentre dalle parti di Cupertino si trinceranno dietro un “no comment” di circostanza e fanno sapere che l’azienda ricorrerà in appello, pare tuttavia che i guai per la Mela siano solo all’inizio, dato chel’Università del Wisconsin intende citare nuovamente Apple a giudizio per altre violazioni, vere o supposte che siano, gettando nel fango quel colosso del settore hi-tech che poteva vantarsi agli occhi del mondo di aver piegato la resistenza di tutti coloro che copiavano impunemente le sue geniali trovate.

 

 

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