
Se fino ad una decina di anni fa i prodotti a marchio Apple venivano snobbati dai pirati informatici di tutto il mondo, a causa di una scarsa diffusione su scala planetaria, riuscire a violare gli infallibili firmware di Cupertino pare diventata oggi la sfida decisiva per chiunque nutra velleità di carriera nell’illegalità e per chi volesse vantarsi di aver scassinato la cassaforte virtuale più protetta al mondo.
Ecco dunque che, a seguito di una serie di intimidazioni e avvisi più o meno espliciti, la grande rapina al treno della Mela ha avuto luogo, per colpa di un funesto attacco hacker che ha colpito il cuore stesso di Apple, vale a dire quell’Apple Store dal quale passano applicazioni e fortune dell’azienda di Cupertino.
Lo storico malware autore dell’operazione si chiamaXcodeGhost ed è stato creato ad hoc per rendere inservibili le applicazioni a marchio Apple, basandosi su una versione contraffatta di Xcode, sistema di programmazione impiegato da sviluppatori e developer di Ios per dar via ad app sempre nuove e aggiornate.
Dopo l’allarme lanciato (tardivamente) dalla società di sicurezza Palo Alto Networks la scorsa settimana, l’attacco vero e proprio ha avuto luogo durante la giornata di ieri, quando il malware è riuscito ad insediarsi nei meandri di Apple Store e a contagiare un numero di applicazioni quantificato intorno alle 300 unità, generando così un allarme su scala globale tra tutti i Mac users e gli appassionati della Mela.
Nonostante la grandissima maggioranza della app colpite avesse provenienza cinese e diffusione non di tipo non ufficiale (senza il bene placet dell’azienda), Apple è comunque corsa rapidamente ai ripari, eliminando dal proprio Store le app infette e mettendo a disposizione una versione di Xcode univoca, dalla quale passerà la possibilità di accettazione all’interno del negozio virtuale della Mela.
In sostanza, stando alle intenzioni dell’azienda, non sarà più possibile creare applicazioni attraverso sistemi di programmazione contraffatti e Apple garantirà in prima persona per ogni app che verrà inclusa nel suo store, a patto che venga impiegata la versione ufficiale di Xcode per dare vita alla nuove funzionalità.
Pare dunque che, a seguito di un decennio abbondante di relativa tranquillità, anche Apple debba oggi preoccuparsi delle stesse problematiche che hanno portato Windows ad essere un luogo poco sicuro e che, proprio nella diffusione planetaria dei suoi prodotti, risieda quell’irresistibile richiamo per hacker e rapinatori, armati di codici e pessime intenzioni.
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