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Scienza e Tecnologia
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Barriera corallina: a rischio il 93% della superficie

21 Aprile 2016
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Barriera corallina: a rischio il 93% della superficie

Esattamente come accade ai nostri volti, destinati ad impallidire sotto il peso di una grave patologia, anche la barriera corallina ha da tempo perso il suo proverbiale colorito, tristemente soppiantato da un bianco stinto che denota la perdita di quell’armonia biologica che ha reso fino ad ora possibile l’esistenza di un complesso microcosmo marittimo in cui il mantenimento di determinate condizioni climatiche era cruciale per la sopravvivenza dell’intero habitat.

Un gruppo di scienziati facenti capo all’Arc Centre della James Cook University ha infatti lanciato l’ennesimo allarme relativo alle difficili condizioni della barriera corallina australiana, destinata a prematura scomparsa sotto il peso del Riscaldamento Globale, a meno di un rapido intervento umano volto alla sua tutela e di una meno rapida riconversione delle fonti energetiche responsabili dell’immissione di Co2 nell’aria e del conseguente effetto serra su scala globale che sta portando la barriera a sbiancarsi e morire.

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Se lo sbiancamento della barriera corallina non rappresenta esattamente una scoperta delle ultime ore, i ricercatori australiani sono riusciti a quantificare il fenomeno e a mostrare come a soffrire della perdita cromatica sia il 93% della superficie oceanica; stima ottenuta da un esaustivo ed inedito monitoraggio aereo della vasta zona patrimonio dell’Unesco.

L’ingente danno ambientale, frutto dello scempio prodotto da una società industriale ormai priva di freni, comporta inevitabilmente ripercussioni anche sullo stesso ambito economico, dato che il fenomeno dello sbiancamento, prodotto dall’espulsione di un’alga da parte dei coralli, potrebbe presto portare alla fuga di quei milioni di turisti che si recano ogni anno in Australia per osservare la barriera e che tornano, negli ultimi tempi, a casa tristemente pallidi, quasi come se i loro volti fossero lo specchio di un Pianeta sempre più malato.

 

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