
In virtù di un particolare meccanismo cerebrale, la nostra mente è portata ad ideare continuamente una serie di “piani b” per consentire una fuga meramente astratta di fronte ad una realtà ormai divenuta insostenibile, fino al punto di portarci a credere che vivere su Marte sarebbe un’opzione preferibile rispetto ad una permanenza sul Pianeta Terra segnata da sovrappopolamento, carestie e catastrofi di tipo ambientale.
Forse unico uomo al mondo a non considerare la colonizzazione di Marte alla stregua di un semplice piano b o di una scappatoia mentale davanti alle problematiche presenti, Elon Musk, Ceo e fondatore di Tesla e Space X, ha deciso di sciogliere le ultime riserve relative ad un eventuale approdo umano sul Pianeta Rosso, fissando nel 2024 la data di inizio del lungo processo finalizzato a trasferire parte dell’umanità futura su Marte.

Nel corso di una conferenza aerospaziale tenutasi a Guadalajara, Musk ha infatti presentato in veste semi-ufficiale il primo razzo, logicamente partorito dalle officine di Space X, che dovrebbe rendere possibile l’approdo della componente umana su Marte già dal 2024 e portare i primi turisti spaziali a sondare il rosso terreno in previsione di possibili insediamenti e di una permanenza condotta lungo un arco temporale collocato ben oltre la sfera del semplice viaggio.
Ammesso che Elon Musk dovesse davvero riuscire a superare tutti quegli inconvenienti che hanno fino ad ora reso l’approdo su Marte alla stregua di una semplice chimera fantascientifica (presenza di radiazioni e difficoltà di impatto con l’atmosfera locale su tutti), i primi turisti spaziali diretti verso il Pianeta Rosso potrebbero cimentarsi con una gita fuori porta dal prezzo stimato in circa 200 mila dollari a persona e fungere così da pionieri per un’avventura che non ha precedenti nelle cronache umane.
Le ricerche che verranno svolte nel corso dei prossimi anni dallo stesso Musk e dalle agenzie aerospaziali internazionali fungeranno da banco di prova per le umane ambizioni e stabiliranno se Marte rappresenta una strada effettivamente percorribile o il semplice piano b di una specie ormai annoiata e spaventata di fronte alle catastrofi che ha contribuito a creare sul suo pianeta d’origine.
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