
A causa di un motore interno privo dell’indispensabile funzione “forse cercavi” che ha contribuito in modo essenziale alle sorti planetarie di Google, cercare qualcosa o qualcuno su Facebook può rivelarsi spesso un’impresa disperata: basta una lettera fuori posto o un articolo omesso per venire reindirizzati verso i risultati di ricerca offerti da Bing, che (più che un aiuto concreto) si configurano spesso come il segno tangibile dell’incapacità di trovare quello che cercavamo all’interno del social network.
Dopo quattro anni di reindirizzamenti più o meno fortunati, Facebook ha deciso di rinunciare alla sua storica funzione e di porre fine ad un altrettanto storica partnership con Micorosoft, che aveva visto i due colossi uniti nell’ambiziosa battaglia comune finalizzata a sottrarre qualche utente dalle spire di Google, compagnia mai particolarmente amata dal signor Zuckerberg e diretto competitor di Bing sui mercati internazionali.
A seguito di una serie di aggiornamenti volti a migliorare in modo tangibile l’efficienza del proprio motore interno, attualmente molto lontano dal risultare semplicemente accettabile, Facebook ha dunque deciso di porre il frutto della propria ricerca come unica fonte di risultati, senza più appoggiarsi a motori esterni e reindirizzamenti vari.
Da un punto di vista prettamente funzionale, agli occhi all’utente medio del social network californiano cambierà gran poco, dal momento che la stragrande maggior parte delle ricerche effettuate all’interno del sito puntano in modo quasi esclusivo alla ricerca di risultati compresi tra “pagine”, “persone”, “eventi” o “gruppi” e non ad acquisire una dimensione esaustiva dell’oggetto cercato attraverso un comune motore di ricerca.
In sostanza, chi cerca una determinata persona, un’organizzazione politica o un gruppo musicale su Facebook, conosce già alla perfezione le caratteristiche peculiari del proprio oggetto di ricerca e mira sempicemente ad acquisire un nuovo contatto o un nuovo interesse sul social network e non ad una ricerca organica strutturata, per cui, la presenza di un motore di ricerca che conducesse all’esterno si è subito configurata come trascurabile o superflua nell’economia globale del sito.
Mentre le due società hanno annunciato di voler comunque proseguire la loro collaborazione strategica attraverso modalità ancora indefinite, i responsabili di Facebook hanno annunciato che entro breve il motore di ricerca interno al sito consentirà una ricerca più agevole e verrà implementato con la possibilità di reperire in maniera diretta notizie e temi di interesse, in un modo piuttosto simile a quanto avviene su Twitter, andando così ad implementare una funzionalità fin troppo esigua se rapportata all’immensa struttura del social network.
Entro breve dunque, l’omissione di una lettera o di un articolo su Facebook, darà l’idea di un fallimento tutto interno al social network senza il bisogno di vedersi elencati risultati spesso non pertinenti alle nostre intenzioni, almeno fino al giorno in cui un evoluto “forse cercavi” farà capolino sulla piattaforma di Zuckerberg.
Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.