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Facebook, in arrivo un’app contro le bufale per segnalare notizie false

23 dicembre 2014
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Facebook, in arrivo un’app contro le bufale per segnalare notizie false

Come se si trattasse di un riflesso condizionato di natura Pavloviana, un enorme numero di utenti di Facebook è portato in modo istintivo a condividere, commentare e indignarsi di fronte a tutto ciò che si trova malauguratamente all’interno della propria Home Page, senza domandarsi troppo se la notizia appena letta possieda qualche forma di fondamento o sia semplicemente una di quelle celebri “bufale” costruite ad arte per manipolarsi e farsi beffe di un’opinione pubblica ormai assuefatta a sbarchi di alieni, governi che incoraggiano la tortura sui minori e vaccini infantili potenzialmente letali.

Con l’intento di impedire che il pianeta Terra si trasformi entro breve nel luogo in cui i suoi abitanti credono all’esistenza di funghi commestibili che crescono sotto le piante dei piedi, Facebook sta per mettere a punto una particolare applicazione attraverso la quale gli utenti più informati potranno segnalare la presenza di bufale e sbugiardare pubblicamente notizie tanto inverosimili da sembrare vere.

La funzione, che si trova attualmente in fase di sperimentazione su un campione-cavia pari a 700 mila iscritti, consentirà di nascondere la notizia desiderata dalla propria Home Page, andando ad aggiungere l’opzione “notizia falsa” alle tradizionali alternative previste dal social network per contrassegnare le ragioni che ci spingono a reputare un determinato post come sgradevole o non adatto a comparire su Facebook.

In sostanza, la diffusione di notizie prive di fondamento rientrerà nelle motivazioni che spingono (o dovrebbero spingere) i responsabili di Facebook a bandire un contenuto postato, esattamente come accade per le immagini di nudo, i contenuti a sfondo pornografico, il materiale considerato troppo violento o le ingiurie personali che quotidianamente vengono rivolte ad un determinato utente.

Al momento non è ancora chiaro quando l’app farà il suo ingresso ufficiale sul social network in via definitiva, data l’intrinseca difficoltà di intervenire sulle segnalazioni effettuate: se per quanto riguarda pornografia e immagini violente, i tempi per verificare la veridicità delle segnalazioni finalizzate alla rimozione dei posto sono tutto sommato brevi; quando ci confronta con una notizia articolata, il ricorso a fonti che ne attestino la mancanza di autorevolezza implica un procedimento decisamente più lungo e meticoloso.

Con la speranza che, per una volta, l’idea di Zuckerberg non cada nel vuoto di fronte ai primi ostacoli, ci auspichiamo il rapido avvento di un sistema di controllo atto, se non a rimuovere le centinaia di bufale presenti su Facebook, quantomeno ad avvertire gli utenti della palese falsità della notizia riportata, andando così ad interrompere quel riflesso condizionato che ci porta a condividere post in modo compulsivo, senza curarci troppo della fonte e della sua aderenza alla realtà dei fatti.

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