Scienza e Tecnologia
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Facebook, si indaga sull’incidente al drone Aquila

23 novembre 2016
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Facebook, si indaga sull’incidente al drone Aquila

Abbandonato il progetto legato all’estensione globale della Rete attraverso l’impiego i satelliti israeliani, al signor Zuckerberg era recentemente venuta l’idea di andare portare il segnale internet nelle torride aree dell’Africa subsahariana mediante il ricorso ad una serie di particolari droni, denominati Aquila, che, trovandosi ad essere interamente alimentati ad energia solare, avrebbero reso funzionale lo scopo laddove il sole batte torrido, senza troppi danni all’ambiente incontaminato circostante.

Dato che ormai in casa Facebook pare piovere sul bagnato persino più di quanto stia avvenendo in un’accezione meteorologica sull’Italia settentrionale, ecco dunque che il suggestivo progetto deve ora scontrarsi non soltanto con l’avvincente proposta alternativa messa in campo da Elon Musk e basata su satelliti dal raggio d’azione planetario, ma anche e soprattutto con un misterioso incidente che ha coinvolto Aquila e che rischia ora di sfociare in una nuova inchiesta a carico del fondatore e Ceo dell’azienda.

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In data 28 giugno si era infatti verificata una sorta di anomalia che aveva comportato un cedimento strutturale di Aquila, ma che era stata al contempo nascosta dai vertici dell’azienda, lieti di salutare il primo test di volo effettuato dal drone alla stregua di un successo e di tenere la proverbiale acqua in bocca riguardo ai pericoli che la caduta di un velivolo di ingenti dimensioni può produrre su una zona ad alta densità abitativa.

Ammesso pubblicamente solo un mese dopo, l’incidente era in realtà subito entrato nel mirino della National Transportation Safety Board (Ntsb), ente americano che si occupa di trasporti e sicurezza, volenterosa si aprire al più presto un’inchiesta ufficiale relativa alle problematiche che hanno originato l’avaria e di vagliare la presenza di eventuali infrazioni nella procedura di volo e nella messa in sicurezza del velivolo.

A meno di sviluppi positivi dell’inchiesta e del progetto ad essa legato, pare dunque che l’atavico sogno di Zuckerbeg di portare il segnale laddove di sole ne batte fin troppo sia destinato a scontrarsi con una serie di contingenze funeste e che il nulla di fatto legato ai satelliti israeliani fosse solo il primo di una lunga serie di intoppi possibili.

 

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