fbpx
Scienza e Tecnologia
1

Immagini in rete: Getty all’attacco di Google

28 Aprile 2016
1309 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Immagini in rete: Getty all’attacco di Google

Conducendo una qualunque ricerca per immagini in lingua inglese su Google si osserverà subito che buona parte dei risultati di ricerca presenti nelle prime posizioni appartiene all’agenzia di stampa Getty Images e che non occorre certo una laurea in ingegneria per salvare quelle medesime immagini sul proprio computer e per reimpiegarle per scopi non previsti, né consentiti dai detentori legali dei diritti delle foto.

Stufa della situazione, Getty ha deciso di gettare ulteriore benzina sul fuoco legale che sta recentemente consumando Google e di aprire un’inchiesta formale a Bruxelles contro quella che appare alla stregua di una clamorosa violazione della legge che regola il copyright nel vecchio Continente, con il dichiarato obiettivo di ottenere la rimozione di tutte le sue foto dai risultati di ricerca presenti su Big G, oltre ad un ingente risarcimento per il presunto danno cagionato.

A sign for Google Inc. stands at the company's headquarters in Mountain View, California, U.S., on Thursday, Oct. 14, 2010. Photographer: Tony Avelar/Bloomberg

In particolare, Getty si sarebbe accanita contro la pratica definita come scraping che permette a Google di impossessarsi di materiale coperto da diritto d’autore e di diffonderlo in ogni angolo del Web, senza logicamente pagare i diritti previsti dalle condizioni di utilizzo ed esponendolo così alla mercé di tutti coloro che si sentono legittimati ad usare le immagini condendo l’appropriazione indebita con il circostanziale assunto: “l’ho trovata su Google”.

Sempre più nel mirino delle istituzioni comunitarie e dell’antitrust per via della sua posizione monopolistica sui mercati e per presunte pressioni operate sui produttori di dispositivi mobili, al fine di promuovere l’impiego delle sue app, Google si appresta dunque ad assistere ad una nuova tempesta legale che potrebbe persino rivoluzionare i meccanismi alla base del funzionamento dello stesso motore di ricerca e sancire una svolta sull’accessibilità delle immagini in rete, ad oggi troppo esposte ad utilizzi indebiti e ad un continuo salvataggio di materiale su pc privati, senza nemmeno il beneficio di una laurea in ingegneria come deterrente.

 

[adrotate banner=”6″]

Commenti disabilitati