
Si diceva in un tempo molto remoto che noi Italiani fossimo (tra le tante cose) un popolo di navigatori sempre pronti a solcare gli oceani in cerca di terre da esplorare e civiltà da colonizzare per soddisfare a pieno la nostra irrequieta tempra latina, in virtù della quale, l’idea di stare fermi ad attendere non ci passa neanche per l’anticamera del cervello.
Giusto per smentire l’assunto, dal momento che essere rinchiusi in uno stereotipo ci piace ancor meno della staticità, sono recentemente giunti i dati diffusi da Istat sul rapporto d che lega gli Italiani all’universo di internet, in base ai quali pare che abbiamo ultimamente perso l’antica vocazione per la navigazione, quantomeno per quella virtualissima sul web, oceano ancora inesplorato per oltre un terzo dei nostri concittadini.
A fronte di una forte crescita delle possibilità d’accesso alla rete fatte registrare nel nostro Paese, ben 22 milioni di Italiani sono rimasti ai margini delle nuove comunicazioni e dichiarano apertamente di avere una dimestichezza con internet totalmente scarsa o addirittura prossima allo zero.
Parallelamente alla crescita del numero di famiglie che gode di una qualsiasi forma di accesso alla rete per uso domestico (dal 60,7% al 64%) e di utenti che possono beneficiare della banda larga (dal 59,7% al 62,7%), l’anno solare 2014 ha fatto registrare la persistenza di una nutritissima pattuglia di Italiani (circa 21.994.000) per la quale internet rimane poco più di un oggetto misterioso o di un passatempo del tutto ignoto, soprattutto nel centro-sud della Penisola che paga un ritardo in termini di infrastrutture rispetto al nord del Paese.
La cifra rimane tra le più elevate d’Europa e copre una porzione di cittadini pari al 38,3% del totale, facendo segnare un immenso ritardo del nostro Paese dal resto del Continente (soprattutto dal profondo nord) in termini di modernizzazione complessiva delle strutture comunicative e di ricambio generazionale da un punto di vista dell’adeguamento di quelli che sono i nuovi standard a livello mondiale.
Tra i nuovi ritrovati tecnologici che hanno recentemente invaso i nostri mercati, lo smartphone si è rivelato essere la chiave prediletta dagli italiani per accedere al mondo di internet (circa il 93,6% delle famiglie censite ne possiede almeno uno), preferito per la sua versatilità ai vari tablet, pc e ibridi; probabilmente più efficienti in termine di rapidità di connessione, ma altrettanto probabilmente troppo onerosi per non venir soppiantati dai moderni telefonini.
In crescita la percentuale degli Italiani che, dopo aver vinto l’iniziale diffidenza, stanno cominciando a fidarsi del mondo dell’e-commerce e a beneficiare dei vantaggi derivanti dall’acquisto online, pratica che ormai incontra il consenso del 34% degli internauti di età superiore ai 14 anni, soprattutto in materia di prodotti per la casa (+5,1%) e di articoli sportivi (+3,8%).
In aumento anche la porzione di coloro che accedono abitualmente ai portali della Pubblica Amministrazione (dal 28,5% al 29,8%) per compiere operazionei relative a certificazioni e raccolta di materiale da destinare ad ambiti che esulano dal semplice utilizzo ludico-informativo della Rete.
Insomma, l’annuale rapporto redatto da Istat pare disegnare una netta frattura nel nostro Paese tra coloro che si servono di internet in un modo sempre più completo e quella larga fetta di cittadini che vive ancora ai margini del ventunesimo secolo, totalmente in barba a quegli antichi detti che ci volevano alla stregua di un popolo composto da irrequieti e curiosi navigatori.
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