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Scienza e Tecnologia
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L’Unione Europea all’attacco di Android

21 Aprile 2016
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L’Unione Europea all’attacco di Android

Ideate per garantire che nessuno potesse appropriarsi di una gestione monopolistica dei mercati attraverso stratagemmi illeciti, le norme in materia di antitrust stanno assumendo i connotati di un’autentica farsa con l’avvento di un’era tecnologica in cui stabilire i confini del lecito appare sempre più un’utopia e in cui chi possiede il progetto migliore generalmente sbaraglia la concorrenza a mani basse, fino ad annientarla.

L’eterna diatriba tra Unione Europea e Google in materia di monopoli e antitrust si sta arricchendo in queste ore di un ennesimo capitolo, con la Commissione di Bruxelles che ha deciso di formalizzare le accuse contro il sistema operativo Android,”reo” di spingere compagnie telefoniche e produttori di telefoni a prediligere le applicazioni e i servizi partoriti dalla stessa Google a scapito delle altre.

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Premesso che nessuno al mondo darebbe vita ad un sistema operativo per poi invitare i suoi fruitori e i produttori di hardware ad acquistare le app prodotte dal vicino di casa, secondo la Ue vi sarebbero i presupposti per un illecito fraudolento, basato su presunte pressioni operate da Big G sull’intero settore telefonico mondiale per imporre Google Search come motore di ricerca predefinito su un’infinità di dispositivi, andando a ledere così di tutta quella concorrenza che da anni batte strade al limite dell’impraticabilità per poi attribuire allo strapotere di Google i suoi continui insuccessi commerciali.

Secondo la commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, il comportamento di Google negherebbe per tanto ai consumatori il diritto di operare una libera scelta in materia di motori di ricerca; il che, tradotto dal burocratese, significa negare ai fruitori di telefonia mobile il fastidio di disinstallare altre app e altre impostazioni per giungere a quella che al momento appare come l’unica scelta logica possibile, non in base a ragioni di gestione monopolistica dei mercati, ma all’effettivo funzionamento dei motori di ricerca.

In guerra ormai da anni, Google e l’Unione Europea si apprestano dunque a combattere l’ennesima battaglia, in cui il fine ultimo della Commissione è quello di ridimensionare il ruolo di Big G sui mercati, anche a costo di far ricorso ad un’autentica farsa in veste tragicomica.

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