
Probabilmente, non esiste un solo paesello in tutto l’atlante geografico in cui non vengano custodite raccapriccianti leggende e dicerie incentrate sulle performances sessuali di qualche sventurata ragazza, “rea” di aver interrotto in modo unilaterale una storia d’amore e divenuta oggetto di chiacchiere a partire dalle (improbabili) narrazioni messe in atto dal fidanzato incautamente lasciato.
Anziché sradicare il fenomeno, lasciando spazio alla parte lesa e alla sua difesa, internet si è purtroppo trasformato nel luogo in cui amplificare questo tipo di vendette, offrendo al possibilità di diffondere ben oltre le anguste mura del proprio paesello chiacchiere e dicerie, magari corredate con filmati atti a dimostrare la natura delle doto amatorie dell’ex fidanzata, secondo le modalità definite comeRevenge Porn (vendetta pornografica).
Finalmente, Google ha deciso di voltare le spalle all’abietta pratica, concedendo a tutti i richiedenti la cancellazione (quasi) immediata dei contenuti Revenge Porn dal suo dominio e dunque, il ritorno ad una dimensione all’insegna di intimità e anonimato che dovrebbe contraddistinguere il corso della vita sessuale di tutti i soggetti non consenzienti e non intenzionati ad apparire senza vestiti di fronte al tribunale della Rete.
Mediante la compilazione di un apposito modulo online, sarà infatti possibile, a partire da quest’estate, giungere adagevole rimozione di tutte le immagini e i filmati di natura pornografica che rappresentano soggetti ripresi di nascosto e comunque non consenzienti al pubblico utilizzo del materiale audio-video in questione.
Fino a poco tempo, Google aveva fatto sostanziali “orecchie da mercante” di fronte alle numerose richieste giunte, sostenendo che il loro motore di ricerca rappresentava uno specchio attendibile di tutto quanto presente sul Web e dunque anche dei suoi utilizzi più ignobili, revenge porno compreso.
Il cambio di rotta annunciato dal vice presidente di Google Search, Amit Singhal, apre dunque unanuova era, maggiormente orientata verso al tutela dei soggetti colpiti attraverso la Rete e ricaccia quelle orrende chiacchiere e dicerie all’interno dei paeselli in cui sono state generate per secoli, almeno fino al giorno in cui un intervento attivo della popolazione locale riuscirà a sradicarle anche da lì, andando a ripulire per sempre l’intero atlante geografico.
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