
Non molto tempo fa, un rapido esperimento aveva mostrato come potenziali ladri e truffatori potessero agevolmente risalire al codice segreto di un comune bancomat semplicemente visualizzando la serie di mosse svolte per comporre il pin sul tastierino e andando a riproporre la sequenza numerica, una volta entrati in possesso della carta.
In un modo molto simile, ma ovviamente molto più sofisticato, risulta possibile violare un profilo Skype facendo affidamento su quei particolari segnali acustici emessi dal programma in fase di chiamata, dal momento che i differenti suoni corrispondono in modo univoco ad una sorte di codice personale che, una volta scoperto, spalanca la porta a chiunque desideri entrare in possesso di informazioni e dati di natura strettamente intima.

A rivelare la falla potenziale nella sicurezza di casa Microsoft è stata una ricerca congiunta condotta dall’Università degli Studi di Padova, dall’Università La Sapienza di Roma e dalla University of California che ha visto i ricercatori intercontinentali uniti nel mostrare la presenza di un bug di sistema tanto apparentemente banale, quanto difficile da scoprire e richiudere una volta permeato.
Partendo dalla considerazione che i segnali acustici prodotti da Skype possiedono delle differenze simili a quelle che da sempre connotano i telefoni, siano essi fissi o mobili, il team di ricerca è riuscito a dimostrare come sia sufficiente registrare una telefonata o una videochiamata effettuata attraverso il software per ricomporre un codice acustico in grado di rivelare credenziali e modalità di accesso al profilo del possessore.
In linea puramente teorica, un orecchio ben allenato e piuttosto accorto potrebbe dunque risalire al contenuto di intere conversazioni facendo leva sule inflessioni sonore prodotte durante la digitazione e riuscire così a sottrarre informazioni cruciali attraverso Skype, con potenziali danni persino peggiori di quelli relativi al furto di un bancomat, dato che, una volta perduti i dati sensibili non è possibile chiedere il blocco della carta o del conto e bisogna solo sperare in una mancata divulgazione.
[adrotate banner=”6″]
Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.