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Sovrappopolazione: si va verso i nove miliardi entro il 2050

17 dicembre 2014
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Sovrappopolazione: si va verso i nove miliardi entro il 2050

Stando a quanto affermano i dati recentemente diffusi dall’Istat sul tasso di natalità in Italia (vedi articolo) e alla conseguente presa di coscienza della perdita di oltre 80 mila nascite ogni anno, si avrebbe l’impressione di avviarci lentamente verso una sorta di desertificazione umana e verso un futuro prossimo in cui avremo sempre più problemi economici, ma non sicuramente problemi di spazio.

Parallelamente al trend che prevede una continua riduzione delle nascite in tutti i cosiddetti paesi industrializzati, pare invece che si stia sviluppando nelle nazioni definite “in via di sviluppo” (definizione che oramai pare tristemente sarcastica) un’opposta tendenza alla procreazione che lascia intravedere un incremento medio delle aree più affollate del Pianeta di oltre il 30% entro il 2050 con punte pari al 50% nelle zone più povere dell’Africa subsahariana.

L’allarme è stato recentemente lanciato dal professor Livi Bacci, esperto di demografia, che riportato in auge le antiche inquietudini legate al fenomeno della sovrappopolazione, elaborando una serie di calcoli statistici in base ai quali, salvo un’imprevista inversione di tendenza, la razza umana giungerà a toccare quota nove miliardi di individui entro l’anno 2050, rendendo nuovamente attuale la questione relativa all’abitabilità e alla sostenibilità della superficie terrestre.

Le proiezioni elaborate sulla base della natalità fatta registrare a livello globale durante gli ultimi anni, legittimano di fatto l’ipotesi di un aumento di popolazione pari a 2,5 miliardi di individui in poco più di trent’anni e una redistribuzione delle aree più popolate del Pianeta che sposta l’attenzione su possibili flussi migratori e gestione delle risorse ambientali a livello globale.

Secondo Livi Bacci, la crescita costante dei paesi in via di sviluppo (attualmente pari al 2% annuo) e la corrispondente flessione delle nazioni occidentali potrebbe portare entro breve ad una crisi planetaria in grado di compromettere l’intero sviluppo mondiale e mettere in discussione la stessa industrializzazione delle nazioni più ricche e tutto questo in barba alle tristissime stime neonatali che ci danno sempre più la sensazione di vivere circondati da un deserto umano ed economico.

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