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Steve Jobs vietava iPhone e iPad ai suoi figli: ecco perché

29 Febbraio 2016
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Steve Jobs vietava iPhone e iPad ai suoi figli: ecco perché

Probabilmente non esiste nessuno al mondo in grado di conoscere pregi e difetti di una data invenzione rispetto a chi ha dato vita al progetto fin dalle sue fasi iniziali e, altrettanto probabilmente, la ricezione che l’utente comunque ha dei dispositivi tecnologici e della connettività internet è profondamente distante e incompleta rispetto a quella posseduta da Steve Jobs.

Consapevole dei pericoli legati ad abuso e dipendenza connessi con la fruizione della rete, il fondatore di Apple temeva le sue geniali creature al punto di proibirne l’utilizzo ai suoi stessi figli, preferendo affidare l’educazione e lo sviluppo dei suoi pargoli alle comuni logiche di inclusione sociale rispetto a strumenti potenzialmente in grado di condurre in direzione di isolamento e sociopatia.

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In una sua celebre intervista rilasciata al New York Times, Steve Jobs dichiarò infatti che i suoi figli non conoscevano affatto i frutti del suo lavoro e che i vari iPhone e iPad rimanevano confinati all’esterno della dimensione intima del Ceo di Apple, dato che l’abuso dei dispositivi hi-tech, secondo lo stesso Jobs, era l’imputato principale nei processi di alienazione e balcanizzazione che stavano sconvolgendo la società all’alba della “Quarta Rivoluzione Industriale”.

A dettare la scelta restrittiva di Steve Jobs sull’educazione dei suoi figli non è stata probabilmente quella componente di eccentricità e di “geniale pazzia” che ha animato gran parte della vita del presidente di Apple, ma l’adesione ad una sorta di linea educativa condivisa da molti altri direttori e presidenti della Silicon Valley, talmente avvezzi ai dispositivi hi-tech, da ritenerli inadatti ad un pubblico di minori.

Se la scelta di Jobs può, in parte, apparire estrema ed esagerata, sicuramente le ragioni intime che hanno condotto in direzione del rifiuto più estremo verso iPhone e iPad sfuggono alla nostra comprensione della reale portata dei dispositivi, dato che nessuno meglio di lui poteva conoscere il potenziale delle sue creature, con tutti i pregi e i difetti che comportavano sullo sviluppo della persona umana.

 

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