
Non sapendo più a quale santo votarsi per porre fine all’eterna crisi di utenze e all’avanzata impietosa di nuove piattaforme e nuovi competitors, Twitter ha al momento abbandonato la strada che prevedeva l’abbandono dei tradizionali 140 caratteri per votarsi in direzione di una soluzione ibrida, in cui il limite verrà mantenuto, ma con nuove ed importanti deroghe ai contenuti immessi.
Con l’intento di ampliare un po’ quei confini che fecero le fortune iniziali del social network cinguettante e che oggi appaiono invece come uno svantaggio, i responsabili di Twitter hanno deciso di escludere dal conteggio dei 140 caratteri tutto ciò che non ricade strettamente nell’ambito dei contenuti testuali, cessando così di considerare i link a siti esterni e le immagini inserite come elementi costitutivi del cinguettio.

Oltre ad allentare un po’ le briglie agli utenti, alle prese con difficili conteggi e limature delle parole impiegate, la svolta di Twitter mira esplicitamente a sdoganare quell’utilizzo delle immagini che non ha mai davvero preso piede sul sito proprio per via della sua natura discorsiva e proprio in base al fatto che ogni fotografia inserita all’interno di un tweet andava a togliere spazio alle parole da impiegare.
Discorso analogo vale per i link, dove Twitter ha fallito in pieno il suo recondito obiettivo di porsi come aggregatore di notizie in miniatura, sullo stile di Facebook, e dove la maggior parte degli utenti reputa che i 23 caratteri richiesti dall’inserimento di un Url rappresentino una sorta di spreco, a fronte di tre o quattro preziose parole da impiegare per chiarire il concetto che si tentava di esprimere.
Probabilmente destinata a lasciare un po’ il tempo che trova, la piccola rivoluzione su Twitter è stata resa indispensabile dalla necessità di aprire un po’ i confini del social network e dalle resistenze della “vecchia guardia” nel dare il la in modo definitivo a tweet muniti di lunghezza arbitraria, misura che avrebbe per sempre corrotto lo spirito originario del sito e spinto i suoi gestori a votarsi in direzione di santi profondamente differenti da quelli attuali.
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