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Venezia, meno inquinamento grazie ad un carburante “green”

15 gennaio 2015
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Venezia, meno inquinamento grazie ad un carburante “green”

Chiunque viva all’interno di un qualunque centro urbano, conosce perfettamente quella sensazione “effetto-Marlboro” che si prova la mattina presto, non appena aperte le finestre di casa nel maldestro tentativo di fare “girare un po’ l’aria“ ; sensazione che spinge sempre più giunte comunali ad adottare misure estemporanee per impedire alle automobili di emettere quantitativi di Co2 prossimi al disastro ambientale.

E poi c’è Venezia, che pur non avendo il problema delle automobili, si trova comunque vittima dell’inquinamento prodotto dalle numerosi navi che quotidianamente solcano la Laguna trasportando turisti e merci di varia natura e altrettanti gas di scarico destinati ad appesantire l’atmosfera da sogno della città veneta.

Esattamente come risulta possibile intervenire sulle emissioni prodotti da veicoli a due o quattro ruote mediante una lunga serie di accorgimenti, un recente studio condotto dal Cnr di Lecce, realizzato in collaborazione con l’università Ca’ Foscari, ha mostrato i vantaggi per l’eco-sistema veneziano derivanti dall’impiego di un particolare carburante navale, molto più “green” e molto meno inquinante.

Anche a fronte di una situazione che vede il traffico navale sensibilmente incrementato nel corso degli ultimi anni, pare infatti che i livelli di inquinamento aereo abbiano subito una drastica riduzione in concomitanza con l’adozione del particolare carburante da parte di un numero sempre crescente di imbarcazioni.

Nel dettaglio, gli autori dello studio pubblicato su Atmospheric Environment hanno passato al vaglio le concentrazioni di particolato e di solfato presenti nell’atmosfera veneziana in relazione alle estati del 2007, del 2009 e del 2012, scoprendo che l’introduzione del carburante a basso contenuto di zolfo prevista da una norma comunitaria garantiva effettivamente l’abbassarsi dei livelli di smog in tutta l’area urbana con punte medie pari al 7%.

L’autore della ricerca, il dottor Daniele Contini, ha voluto sottolineare come i dati registrati risultino particolarmente significativi nel momento stesso in cui sono stati incrociati con i rapporti relativi al traffico navale in Laguna che hanno visto un aumento dell’attività mercantile pari al 47% durante l’arco temporale preso in esame dallo studio.

Per un volta, pare dunque che la soluzione adottata per far fronte allo smog abbia sortito gli effetti sperati e che i Veneziani potranno entro breve aprire le loro imposte al mattino senza il rischio di rimanere intossicati: purtroppo un discorso analogo non vale ancora per tutti gli altri centri urbani, dove le contromisure si riducono spesso a semplici palliativi, con buona pace di tutte le finestre e di tute le mattine di questo mondo.

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