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Pirateria: per il 60% degli Italiani scaricare illegalmente è normale

23 Aprile 2015
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Pirateria: per il 60% degli Italiani scaricare illegalmente è normale

Tutte le massime autorità mondiali in materia di Internet e diritti civili concordano nell’auspicare l’avvento di un sistema legislativo in grado di equiparare i versanti offline ed online, di modo che, ad esempio, una minaccia esplicita condotta a attraverso la Rete sortisca il medesimo effetto giudiziario di un’intimidazione condotta per strada o all’interno di un bar.

Ben lontano dal vedere la sua utopica nascita, un mondo di Internet sicuro deve passare anche per laconsapevolezza della distinzione tra contenuti legali e materiale pirata; distinzione che pare ben lungi dal prendere forma nella mente degli Italiani.

Stando a quanto si apprende dai dati raccolti da Lorien Consulting nell’ambito dell’Osservatorio Politico Nazionale pare infatti cha la maggior parte dei nostri concittadini consideri il download abusivo di materiale protetto da copyright alla stregua di un’attività del tutto “normale” o, al massimo, di un peccato veniale commesso senza vittime o spargimenti di sangue.

Il 60% del campione intervistato, pari a circa 1000 individui, ha infatti sostenuto di scaricare materiale pirata dalla Rete senza provare alcun senso di colpa, mentre il 22% ignora addirittura che la fruizione di contenuti sprovvisti di regolare autorizzazione possa essere considerata un crimine a tutti gli effetti.

Un esiguo 14% degli Italiani ritiene invece che andrebbero applicate in modo più vigoroso le norme vigenti rivolte alla tutela del copyright e che sarebbe necessaria l’imposizione di un giro di vite per evitare il continuo danneggiamento di tutti coloro che detengono i diritti d’autore relativi al materiale impunemente scaricato.

Alla base di un’attività praticata abitualmente deal 31% degli intervistati vi sarebbero ragioni legate allacomodità del download fai-da-te (per il 58% del campione), all’eccessivo prezzo dei prodotti “originali” (23%) o alla totale pretesa di impunità che porta il 4% dei nostri connazionali a ritenere che non esistano reali possibilità di venire scoperti.

Pur volendo cercare tutte le attenuanti del caso in una cieca politica economica condotta per anni dalle case discografiche e cinematografiche, resta il fatto che la fruizione di contenuti pirata rappresenta un reato a tutti gli effetti e che i prezzi (vergognosi) di cd, dvd e blu-ray non possono essere usati come alibi per un’attività che rischia di distruggere un intero settore, esattamente come a nessuno verrebbe in mente di rubare un iPhone dopo essersi accorto delle cifre folli proposte dall’azienda costruttrice, in modalità rigorosamente offline.

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