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Sculacciare i bambini è vietato per legge! (ma non in Italia)

19 luglio 2016
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Sculacciare i bambini è vietato per legge! (ma non in Italia)

Girovagando senza meta alcuna per i meandri di Facebook capita spesso di imbattersi in link e post, più o meno ironici, che pongono schiaffi e sculacciate al centro dell’universo pedagogico e attribuiscono al cadere in disuso della pratica l’origine ultima della maleducazione e della disonestà protratte fino alle soglie dell’età adulta, come se un sonoro manrovescio avesse potuto arrestare sul nascere le velleità criminali del giovane impunito.

Per quanto divertenti possano essere link e immaginette accomapgnate da espressioni come “Sei il prodotto degli schiaffi che non hai mai preso” (piuttosto in voga), la tendenza allo schematismo e alla ricerca del colpo ad effetto in auge sui social networks trascurano probabilmente una lunghissima serie di evidenze scientifiche e psicologiche volte a a sancire l’inutilità del ricorso alla violenza sui bambini e a smentire le teorie che prevedono l’impiego dello schiaffo o della sculacciata alla stregua di un valido supporto in sede pedagogica.

sculacciare i bambini

Ormai talmente invisa a pediatri, pedagoghi e psicologi di tutto il mondo da non venire nemmeno più presa in considerazione in sede educativa, l’abitudine relativa alle sculacciate è recentemente uscita dal novero degli ambulatori, delle mura domestiche e persino dei post presenti su Facebbook per trasformarsi in materia di discussione parlamentare in Francia, Paese eternamente sospeso tra la volontà di vietare per legge le sculacciate e quel concetto di liberté in base al quale un’ingerenza troppo marcata dello Stato nelle questioni private verrebbe percepita in maniera negativa da buona parte dell’opinione pubblica transalpina.

Un gruppo di deputati ha infatti approvato una nuova proposta di legge che mira esplicitamente ad inserire le sculacciate nel novero di quelle azioni umilianti e degradanti bandite dall’ordinamento francese e tentato dunque di vietare per legge, laddove pedagogia e campagne informative hanno evidentemente fallito nello scopo prefisso.

Dove sono vietate per legge le sculacciate

In caso il senato francese ratifichi dunque la decisione normativa approvata dalla camera dei deputati (oltralpe vige un bicameralismo perfetto simile a quello in via d’estinzione da noi) la Francia diventerà il 50esimo paese al mondo ad adottare misure restrittive contro le sculacciate e a poter punire i trasgressori secondo le modalità e gli oneri previsti dalla legge.

La tradizione normativa, ormai diffusissima, ha preso il via in Svezia nel lontano 1979 e coinvolto via via 30 dei paesi membri del Consiglio d’Europa e 49 nazioni a livello globale, accomunate dalla presenza di un regolamento che punisce non solo le sculacciate adottate in un luogo pubblico o i comportamenti che ricadono sotto la sfera della “violenza domestica”, ma qualunque forma di punizione o sistema educativo basato sulla violenza, anche lieve, o sulla volontà di umiliare in minore.

sculacciate e pene corporali

In sostanza, il regolamento in vigore negli stati che hanno adottato la normativa non regola solo il normale andamento dei costumi familiari in pubblico e non si limita a sanzionare l’eccessiva durezza genitoriale a fronte del presunte manchevolezze dei bambini (cosa che avviene già anche da noi), ma mette al bando in modo teorico il ricorso a qualunque forma di pena corporale e adegua il sistema di leggi sulla base delle evidenze pedagogiche che hanno via via messo al bando sberle, scapaccioni, manrovesci ed immancabili sculacciate.

Allo stato attuale delle cose, gli unici paesi presenti nel Consiglio d’Europa a non possedere una legislazione specifica in merito e a lasciare un totale semaforo verde alle sculacciate, sempre a patto che non provochino lesioni serie o passibili di denuncia sono: il Belgio, la Svizzera, la Repubblica Ceca, il Principato di Monaco la Gran Bretagna, la Russia, la Francia sub-judice e logicamente l’Italia.

A differenza di altre nazioni attualmente escluse, in cui i dibattito è comunque acceso e vivace, spesso sotto la spinta dell’Unione Europea e delle sue immancabili sanzioni, il nostro Paese non pare intenzionato il momento a fare ricadere le sculacciate sotto l’egida dei comportamenti violenti e a prevedere alcun tipo di sanzione per una pratica che appare più diffusa rispetto ad altre nazioni e che gode ancora del beneplacet di un discreto zoccolo duro di genitori, cresciuti a contatto con sculacciate e affini e volenterosi di replicare il modello, anche se in qualità di extrema ratio di fronte al fallimento di altri sistemi educativi.

Prima che il caso della Francia divida l’opinione pubblica nostrana in materia, è bene ricordare tuttavia che già nel 2004 il parlamento transalpino tentò un’operazione simile senza riuscire a partorire alcun tipo di legge, per cui occorre prudenza prima di trarre le debite conclusioni in merito e limitarsi, al momento, a considerare pro e contro dei 49 paesi in cui la legge esiste e viene applicata da lungo corso.

Pro e contro di una legge sulle sculacciate

Se da un punto di vista educativo, non vi è dubbio alcuno che le sculacciate vadano bandite e relegate all’ambito dei cattivi costumi appartenenti ad un’epoca storica un po’ meno scientifica e un po’ più spartana, la possibilità di sancire per legge l’abbandono delle sculacciate porta in dote un carico di preoccupazioni relative alla legittimità e alla sfera di applicazione della sopracitata norma.

Stabilire per legge che non si possono sculacciare i bambini tra le mura domestiche implica infatti qualche remora a livello applicativo, dato che risulta pressoché impossibile stabilire se l’episodio abbia avuto luogo davvero e con quale entità potrebbe essersi manifestato il fenomeno.

sculacciate legge

Stabilire cioè, di fronte alla parola di un bambino se il genitore abbia davvero partorito un comportamento fuori dalla sfera della legalità o si sia limitato ad un rimbrotto, sarebbe in alcuni casi un’impresa piuttosto ardua, così come vigilare sulla presunta attinenza alle leggi da parte di milioni di famiglie, dato che nelle case non sono installate telecamere di pubblico dominio e che cogliere un illecito al di fuori di un luogo pubblico si configura spesso come mera utopia, in assenza di denuncia formale o di segnalazione dell’episodio presso le forze dell’ordine.

Inoltre, l’istituzione di un regolamento apposito potrebbe produrre esiti contrastanti, dato che chi non ricorre abitualmente al metodo educativo, non necessita ovviamente di una legge per convincersi della bontà dei suoi sistemi e pedagogici e che, al contrario, chi cede spesso alla tentazioni di sculacciate, percepirebbe la norma alla stregua di una limitazione alla sua libertà personale e il frutto di una società sempre più decadente e dedita a molli costumi.

Forse più adatto a nazioni, come la Mongolia, che hanno recentemente adottato la norma in qualità di deterrente contro i numerosi episodi di violenza domestica, il sistema normativo volto a mettere il bando sculacciate e consimili andrebbe affiancato o sostituito da ampie campagne informative atte ad illustrare tutti i danni e gli effetti collaterali della pratica, andando a a far leva su quel processo di divulgazione che ne ha favorito il naturale abbandono, a prescindere da leggi e leggine di sorta.

Perché i bambini non andrebbero sculacciati comunque

Senza voler in questa sede riproporre l’infinita serie di studi clinici volta ad attestare come sculacciate e punizioni corporali non possiedano alcuna valenza positiva, ma rimpiazzino semplicemente spiegazioni e moniti con un carico di angosce e paure, ci soffermeremo solo sulle evidenze più recenti, legate ad una componente connessa con l’aggressività infantile.

Una recentissima ricerca condotta dall’Università del Texas su un campione statistico pari a 160 mila bambini (condotta attraverso il metodo della meta-analisi) ha infatti mostrato come la presenza di punizioni corporali, in particolar modo le sculacciate, andasse di pari passo con l’insorgenza di problematiche di tipo sociale e relazionale che portavano i piccoli soggetti colpiti a sviluppare una sorta di segregazione emotiva, oppure, al contrario, a riversare la loro aggressività su terzi, in modo del tutto coerente con quanto appreso attraverso quel sistema di umiliazioni e dolore impiegato dai genitori in qualità di deterrente nei confronti di una determinata azione o di un dato comportamento.

sculacciate bambini legge

La ricerca, pubblicata sull’autorevole Journal of Family Psyhcology (di seguito il link al report completo) ha inoltre istituito una sorta di parallelo emotivo tra le sculacciate ricevute in età infantile e l’abitudine all’espressione violenta dell’aggressività al trascorrere degli anni, mostrando una correlazione diretta tra bimbi sottoposti a pene corporali e soggetti in età adulta propensi a ricorrere alle mani con più facilità rispetto ai loro coetanei.

Per quanto chiunque abbia figli si renda perfettamente conto dell’enorme carico di pazienza necessario ad impedire la messa in atto di schiaffi e sculacciate, l’esercizio di suddetta pazienza e la messa in atto di strategie alternative, ormai ampiamente sdoganate presso tutti gli ambienti pediatrici, avrà dunque l’effetto di incanalare la componente emotiva dei bimbi in direzione del giusto sfogo e di far comprendere al mondo degli internauti quanto i pessimi comportamenti non risultano spesso alla stregua del prodotto delle sculacciate mancate, ma di quelle subite, soprattutto in assenza di dialogo, spiegazione e contesto atto a rendere la punizione funzionale allo scopo.

 

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