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FCA sempre più globale, inaugurata fabbrica Jeep in Brasile

29 Aprile 2015
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FCA sempre più globale, inaugurata fabbrica Jeep in Brasile

Per quanto elezioni e referendum continuino ad animare, in parte, le vicende umane, non vi è dubbio alcuno che ormai la sfera della politica è stata ridotta ad una sottocategoria dell’economia e che le decisioni in grado di salvare o distruggere i destini il mondo passano molto più dalle scrivanie degli amministratori delegati dei colossi di settore che non dalla consueta vita parlamentare, ridotta spesso ad un infinito derby calcistico con tanto di cori, coreografie e lanci di oggetti.

Una delle maggiori testimonianze del rinnovato potere della dimensione economico-aziendale del pianeta è testimoniata dall’asservimento (reale o simulato) di numerosi capi di stato nei confronti del dottor Marchionne, uomo in grado di creare e spostare lavoro in modo molto più efficace e prominente di leggi e leggine ad hoc.

Dopo aver colonizzato buona parte dell’Europa e redistribuito i pesi degli equilibri industriali un po’ ovunque, FCA punta ora a diventare una delle maggiori multinazionali note a memoria storica, andando a dare vita ad una gigantesca fabbrica Jeep in Brasile con l’intento di conquistare un mercato vergine quanto la sua celebre foresta amazzonica e di favorire l’ascesa negli equilibri industriali di un paese, già di per sé in rapido sviluppo da anni.

Alla presenza della presidentessa Dilma Rousseuf il sopracitato dottor Marchionne ha inaugurato, nella giornata di ieri, la prima vera succursale di Pernambuco, dalla quale partirà una produzione inizialmente orientata in modo esclusivo in direzione del marchio Jeep, ma potenzialmente destinata a trasformarsi in uno dei centri nevralgici dell’operato Chrysler in virtù di un cambio valuta decisamente vantaggioso e di un costo della forza lavoro non esorbitante, nonostante la presenza di un salario minimo garantito.

La fabbrica di Pernambuco si pone come il secondo polo industriale automobilistico dell’intero Brasile, in quanto a dimensioni (circa 260 mila metri quadrati), è stata resa possibile da un massiccio investimento (pari a 2,2 miliardi da dollari) e rappresenta, nelle intenzioni dell’A.d. più noto al mondo, l’eccellenza stessa del marchio, potendo sfruttare tecniche e impianti produttivi all’avanguardia, fino ad ora sconosciuti in impianti analoghi a marchio Fiat.

L’Obiettivo di FCA è quello di dare vita ad una produzione annua stimata in 250 mila veicoli, grazie al duro lavoro messo in atto da 9 mila dipendenti e da 700 robot; tutte cifre atte ad esprimere un’impennata occupazionale sconosciuta purtroppo dalle nostre parti e resa possibile grazie a quell’immenso potere dell’economia che tutto ingloba, politica e schiamazzi parlamentari inclusi.

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