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Salute e Benessere
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Aborto: troppe difficoltà d’accesso in Italia

12 Aprile 2016
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Aborto: troppe difficoltà d’accesso in Italia

Piacciano o meno, le leggi esistono per offrire un punto di vista differente rispetto a quello del singolo cittadino e affinché la loro applicazione venga garantita a prescindere dalle convinzioni personali, siano esse di natura etica, politica o religiosa; ragione in base alla quale se la legge 194 prevede la legittimità dell’aborto, si dovrebbe ritenere che il diritto all’interruzione di gravidanza venga rispettato.

In base a quanto sostiene l’Unione Europea, che ha recentemente accolto un ricorso presentato dalla Cgil, pare invece che il nostro Paese fatichi ancora a trovare il punto di incontro tra legge e opinione, dando vita ad uno scenario in cui i medici che praticano l’aborto (e dunque si conformano alla legge) vengono discriminati all’interno delle strutture sanitarie e in cui l’obiezione di coscienza nei confronti della pratica cessa di essere un legittimo diritto per diventare un incentivo alla carriera.

abortoitaliaobiezione_emergeilfuturoLa situazione “capovolta” in ambio sanitario si traduce logicamente in un accesso piuttosto difficoltoso alle interruzioni di gravidanza per tutti i soggetti richiedenti, spesso costretti alla disperata ricerca di una struttura dove effettuare la pratica e nella mancata protezione di un diritto garantito per via legale e sancito da un referendum popolare.

Nel dettaglio, il numero dei ginecologi obiettori di coscienza è salito in pochi anni fino a raggiungere il 70,7% del totale, con punte percentuali destinate ad impennarsi su base regionali fino a rendere conto delle difficoltà che possono incontrare le donne nel momento stesso in cui si trovano alla ricerca di una struttura dove portare a termine la dolorosa pratica.

Premesso che l’aborto è resterà sempre materia di infiniti dibattiti trasversali, è forse opportuno ricordare al nostro Paese che le leggi sono state inventate proprio per scrivere la parola fine su quei medesimi dibattiti e per garantire diritti e doveri che vanno ben oltre la sfera delle convinzioni personali.

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