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Salute e Benessere
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Addio a Starzl, visionario pioniere dei trapianti

6 Marzo 2017
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Addio a Starzl, visionario pioniere dei trapianti

La più grande rivoluzione operata dalla scienza medica nel corso del ‘900 non riguarda tanto la possibilità di debellare virus e batteri a partire da uno specifico vaccino, quanto la geniale intuizione relativa alla possibilità che un organo difettoso, malato o danneggiato possa venire sostituito con un suo omologo perfettamente funzionate e proveniente da una donazione esterna.

Se oggi tutti noi diamo per contata la pratica dei trapianti e la conseguente ancora di salvezza di fronte a condizioni cliniche irreversibili, il punto d’approdo al quale è giunta la medicina è il risultato di una serie di tentativi e solenni fallimenti che ha imposto numerosi cambi di rotta ai trapianti di organi e che ha portato la disciplina a studiare a fondo le modalità attraverso le quali un organismo poteva accettare o rifiutare una componente alinea inserita ad hoc.

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Per lo più ignoto al grande pubblico, il chirurgo americano Thomas Starzl rappresentò colui che, forse più di ogni altro, riuscì ad imprimere una svolta all’arte dei trapianti e a fare tesoro di dolorose vicende professionali per conferire giovamento all’intera scienza medica  nel corso di un’epoca storica in cui parlare di trapianto di fegato rappresentava ancora un’eresia teorica.

Dopo aver perso tre pazienti in età infantile a causa di alcune patologie congenite localizzate al fegato, Strazl dedicò la sua intera esistenza al perfezionamento dell’arte dei trapianti, riscontrando una lunga serie di fallimenti iniziali, ma riuscendo infine a trovare la quadratura del cerchio nel 1963, quando il primo trapianto di fegato su un essere umano divenne una realtà medica a tutti gli effetti e le porte della chirurgia si spalancarono di fronte ad un’eventualità ormai divenuta prassi imperante al passare dei decenni.

Spentosi nella notte tra sabato e domenica scorsa all’età di 91 anni, Strazl tornò nuovamente al centro delle cronache mediche nel corso degli anni ‘80 per una serie di esperimenti legati alla possibilità di trapiantare componenti organiche provenienti da babbuini sugli esseri umani e per il fallimento complessivo di un progetto che ha comunque aperte le porte al prelievo di tessuto organico animale da impiantare sugli uomini (come sovente accade in ambito di valvola mitralica o di altre componenti muscolari cardiache) e dato il la ad una nuova rivoluzione ancora tutta da coprire e da compiere.

 

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