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Salute e Benessere
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Aids: ottimi esiti per il vaccino italiano

30 Aprile 2015
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Aids: ottimi esiti per il vaccino italiano

Dopo quasi un trentennio trascorso a cercare di capire come sconfiggere una patologia in grado di disinnescare le comuni difese presenti nel nostro sistema immunitario, la ricerca medica è recentemente giunta alla conclusione che un approccio farmacologico votato all’attacco non è sufficiente a debellare l’Aids e che, per sconfiggere l’infame virus, occorre agire su due fronti distinti.

Parallelamente a terapie che rallentano la progressione dell’Hiv fino a consentire un’aspettativa di vita per i malati fino a poco fa insperata, la nuova frontiera della ricerca medica è recentemente giunta alla creazione di vaccini in grado di riattivare il sistema immunitario colpito, coniugando dunque l’azione dei farmaci con quella degli anticorpi latenti, nell’immensa battaglia all’Aids.

In quest’ottica si colloca l’innovativo vaccino italiano, realizzato dal Centro Nazionale Aids dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e rivelatosi efficace tanto nel potenziare l’azione dei farmaci retrovirali impiegati per debellare la patologia, quanto nel riattivare le basilari funzioni del sistema immunitario, utili a contrastare la progressione del virus e proteggere l’organismo umano da tutte le epatologie collaterali alle quali si trova esposto.

Giunto alla sua seconda fase di sperimentazione, ilvaccino italiano è stato testato per un arco di tempo pari a tre anni all’interno di undici centri clinici, dimostrando la sua efficacia nel migliorare le condizioni di salute dei 168 degenti impiegati nell’ambito di ricerca e andando ad aumentare la presenza di cellule immunitarie di tipo T CD4+, tradizionalmente distrutte dal virus, nel sangue dei volontari.

Per il momento efficace solo in pazienti affetti da Aids conclamata, secondo i suoi ideatori il vaccino potrebbe rivelarsi presto funzionale anche a impedire l’effettiva comparsa della patologia insoggetti sieropositivi in cui l’Hiv si presenta in forma ancora asintomatica, andando così a rappresentare una vera e propria misura profilattica in grado di impedire l’effettiva comparsa della malattia anche a fronte dell’avvenuto contagio.

Una terza e ultima fase di sperimentazione sarà incentrata proprio su un campione di soggetti infetti, ma ancora privi del tradizionale quadro sintomatologico associato all’Aids e risulterà funzionale ad illustrare le effettive potenzialità e applicazioni future del vaccino, dalle quali partirà buona parte della ricerca conto l’Aids a livello mondiale.

Lo studio pubblicato su Retrovirology parrebbe dunque assestare un colpo definitivo alle sorti dell’Aids e aprire speranze legate ad una guarigione piena e definitiva, realizzata proprio grazie a quelle componenti naturali messe sotto attacco dal virus e rivelatesi, dopo un trentennio di studi, l’arma più preziosa di cui il nostro corpo poteva disporre.

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