
Come ampiamente documentato dalla recente produzione di una serie di inchieste e reportage televisivi, la lavorazione del pesce crudo rappresenta un’arte piuttosto difficile da realizzare, per via di una serie quasi infinita di parametri da tenere in considerazione e di una corrispondente serie di norme sanitarie, anch’essa quasi infinita, rivolta ad impedire che il pesce non adeguatamente fresco di luogo a serie problematiche di salute.
Spesso distantissimi dalla sopracitata arte, i numerosissimi ristoranti di sushi alla moda stanno finendo sempre più al centro di un mirino mediatico e sanitario per via del mancato rispetto delle condizioni igieniche e ambientali volte a limare i rischi connessi con un’intossicazione alimentare (comunque sempre presenti) e con una serie di fenomeni clinici molto più reali che teorici.

L’ultimo ingente caso di sindrome sgombroide (leggasi “intossicazione da sushiâ€) giunge in queste ore dalla Spagna, dove oltre cento persone sono finite in ospedale per aver consumato tonno crudo ricco di istamina e per aver conseguentemente assistito alla genesi di quel complesso quadro sintomatologico che prende il via dal tratto digerente, con vomito e diarrea, e si conclude in direzione del sistema nervoso centrale e dell’apparato cardiovascolare.
Purtroppo, il recente caso di cronaca, non ha coinvolto, come d’abitudine, un singolo ristorante iberico o una ben precisa catena di distribuzione, dal momento che i lotti di pesce incriminati risulterebbero già “contaminati†alla fonte e che dunque si troverebbero a rischio tutti quei locali e quegli esercizi commerciali che si sono rivolti al produttore, il che significa che i due recenti casi di intossicazione registrati a Jesolo potrebbero tranquillamente venire ricondotti alla pista spagnola.
Mentre il Ministero della Salute invita a controllare la provenienza del tonno che si intende acquistare o consumare, pare che quel sublime ideale artistico che spinge un numero crescente di persone a consumare sushi si trovi a cozzare con una realtà dei fatti popolata da prezzi popolari, incuria, mancato rispetto delle norme igieniche di base ed intossicazioni alimentari contratte per essere sempre alla moda.
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