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Salute e Benessere
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Allarme per una serie di defibrillatori e pacemaker difettosi

15 Novembre 2016
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Allarme per una serie di defibrillatori e pacemaker difettosi

Il recente caso legato ai malfunzionamenti dello smartphone Samsung Galaxy Note 7 ha mostrato come, anche a fronte di ingenti capitali spesi e di una ricerca interamente focalizzata sulla genesi di un dispositivo, i rischi connessi con le lacune in ambio tecnologico risultino sempre presenti e come sia sempre necessario operare una serie infinita di controlli prima di immettere sul mercato strumenti il cui funzionamento dipende da microchip e batterie.

Molto meno eclatante, ma molto più grave del suo omologo legato al Note 7, un ulteriore caso di malfunzionamenti sta tenendo in ansia il mondo, a causa della scoperta relativa a possibili difetti presenti su centinaia di pacemaker e defibrillatori prodotti dall’azienda americana St Jude Medical e diffusi ad ogni latitudine per via del prestigio ricoperto dal marchio e dell’elevato livello di accessibilità che aveva consentito lo sdoganamento dei prodotti incriminati in tutte le principali strutture sanitarie a livello globale.

pacemakerdifettosi_emergeilfuturoA far scattare l’allarme è stato, nel corso dei giorni scorsi, l’improvviso decesso di due pazienti americani, repentinamente “piantati in asso” da quel medesimo dispositivo che garantiva loro la sopravvivenza a fronte di funzioni cardiache ridotte, dovute ad una pregressa stria clinica comprensiva di infarto e di operazioni chirurgiche subite per garantire che l’ausilio elettronico garantisse il regolare battito del cuore.

Le analisi svolte sui due pazienti scomparsi hanno infatti mostrato come i pacemaker e i defibrillatori portatili indossati dalle vittime fossero soggetti a particolari difetti di progettazione che impedivano alle batterie di ricaricarsi correttamente e che potevano dunque cessare di funzionare da un momento all’altro, in barba alla crucialità del ruolo assunto all’intero dell’organismo e a quei controlli che imporrebbero ulteriori test prima del definitivo impianto.

Data la vastità degli esemplari prodotti e venduti, il Ministero della Salute ha invitato chiunque indossi un pacemaker simile a quelli incriminati a prestare molta attenzione ad un flebile segnale (di solito una vibrazione) che denota l’esaurimento della batteria e far immediatamente controllare il dispositivo potenzialmente a rischio, al pari degli 841 esemplari già ritirati, e potenzialmente in grado di produrre conseguenze molto più funeste di quelle legate ad uno smartphone difettoso.

 

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