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Salute e Benessere
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Alzheimer: le particelle di smog danneggiano il cervello

8 Settembre 2016
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Alzheimer: le particelle di smog danneggiano il cervello

Se un recentissimo studio condotto nei pressi dei nostri centri urbani ha mostrato come lo smog riesca a favorire l’insorgenza di aterosclerosi ed arteriosclerosi e persino ad elevare il livello medio di colesterolo presente nel sangue, a rincarare la dose è giunta poche ore fa una ricerca che attesterebbe un legame indiretto tra polveri tossiche inalate e sviluppo di patologie di tipo degenerativo, come il morbo di Alzheimer.

Condotto dall’Università di Lancaster, lo studio in questione ha infatti attestato come alcune componenti presenti nei gas di scarico e nelle particelle prodotte dagli impianti industriali riescano a raggiungere il cervello e a giocare un ruolo decisivo nella genesi di quelle placche amiloidi che presiedono all’occlusione di alcune aree cerebrali e allo sviluppo del morbo di Alzheimer.

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Per giungere a questa tragica conclusione, gli autori dello studio hanno compiuto una ricerca incentrata sulle condizioni di salute di un campione statistico pari a 29 abitanti di Città del Messico e 8 abitanti di Manchester, andando a comprendere nel novero dei volontari, tutti di età compresa tra i 62 e i 92 anni, alcuni soggetti affetti da morbo da Alzheimer in fase conclamata.

Andando ad analizzare alcun porzioni di tessuto cerebrale del campione, i ricercatori hanno potuto effettivamente constatare come la presenza di problematiche di tipo neurodegenerativo si accompagnasse ad alcuni residui lasciati dall’ossido di ferro e come, dunque, i detriti lasciati dallo smog rappresentassero una costante laddove la patologia si era effettivamente sviluppata.

In sostanza, laddove vi era un’esposizione massiccia a condizioni di smog fuori dalla norma, è stato possibile constatare come delle minuscole particelle di ossido di ferro andassero ad accumularsi nei tessuti cerebrali e a fungere da concausa per la perdita delle facoltà cognitive e da movente per lo sviluppo del morbo di Alzheimer.

La ricerca pubblicata su Pnas conferma dunque quei numerosi sospetti che prevedono lo smog alla stregua del killer silenzioso della mortalità occidentale e mostra come lo sviluppo di aterosclerosi e arteriosclerosi non siano che uno dei possibili approdi della ricerca incentrata sul rapporto tra inquinamento e tessuti organici.

 

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