fbpx
Salute e Benessere
1

Anche una sola sigaretta al giorno può uccidere

7 Dicembre 2016
1948 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Anche una sola sigaretta al giorno può uccidere

Se la più comune delle esperienze insegna che è la dose a fare il veleno e che risulta, per tanto, possibile vivere una lunga e serena vita concedendosi di tanto in tanto qualche piccola deviazione all’olio di palma, pare che le sigarette rappresentino un’eccezione all’aurea regola, dato che fumare fa male sempre e comunque, a prescindere dalla quantità giornaliera di sigarette bruciate e inalate.

Per quanto la maggior parte delle statistiche mediche ritenga che i rischi oncologici associati al fumo subiscano un incremento esponenziale presso coloro che superano la fatidica soglia delle 11 sigarette al giorno, una recente ricerca condotta per conto del National Cancer Institute ha sfatato la classica “prova del dieci” e mostrato come sia sufficiente una sola sigaretta al giorno per assistere alla genesi di un rischio legato al cancro tutt’altro che indifferente.

sigarettacancro_emergeilfuturo

Andando ad esaminare una serie di dati derivanti da una pregressa letteratura medica, i ricercatori a capo dello studio hanno infatti potuto vagliare nel dettaglio l’incidenza oncologica e l’aspettativa di vita media presso un campione statistico pari a 290 mila soggetti, di età compresa tra i 52 e gli 82 anni, e concludere che laddove il vizio del fumo era presente, seppur in quantità minime, i fattori di rischio aumentavano a dismisura, persino in caso della fatidica unica sigaretta al giorno, responsabile di un aumento del rischio oncologico pari al 64%.

In sostanza, dando per scontato che più si fuma, maggiori sono le possibilità di contrarre una qualche forma di cancro, una sola sigaretta al giorno riesce comunque ad incidere in modo significativo sulla genesi delle neoplasie e si ritiene che, in assenza del vizio del fumo, i tumori localizzati all’apparato respiratorio potrebbero risultare quasi azzerati nell’arco di pochi anni.

Lo studio pubblicato su Jama Internal medicine si pone dunque come monito per tutti coloro che si avvicinano al vizio del fumo con la recondita speranza di poterlo tenere sotto controllo e nella convinzione che qualche sigaretta ogni tanto non faccia poi così male, dato che la legge che prevede la velenosità di un elemento in relazione alla quantità consumata pare trovare una funesta eccezione proprio all’interno dei suadenti pacchetti di sigarette.

 

[adrotate banner=”3″]