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Salute e Benessere
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Ballerina ridotta sulla sedia rotelle da un intervento sbagliato

15 Aprile 2015
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Ballerina ridotta sulla sedia rotelle da un intervento sbagliato

Se tutti noi siamo indubbiamente responsabili delle nostre azioni e continuamente chiamati a rendere conto della nostra efficienza, quando ci ritroviamo a ricoprire un ruolo di pubblica utilità, le responsabilità aumentano a dismisura, non soltanto in virtù del fatto che la vita altrui dipenda in parte dalle nostre azioni, ma anche perché con la nostra negligenza rischiamo di gettare fango su un’intera categoria professionale.

Probabilmente poco attenti all’immenso carico di responsabilità che la loro funzione comporta, alcunichirurghi facenti capo alla struttura sanitaria Policlinico di Tor Vergata (Roma), il 26 Giungo del 2012 hanno commesso un tragico errore, destinato a riverberarsi per sempre sulla vita di una giovane donna e sulle ansie che coinvolgono il nostro ingresso all’interno di una sala operatoria.

Federica P. ha infatti visto andare in frantumi il suo sogno di diventare ballerina a causa di un intervento chirurgico quantomeno maldestro, nel corso del quale i medici hanno reciso parte del midollo spinale della paziente, causandole una paralisi permanente alla gamba destra in grado di impedire per sempre alla giovane di deambulare senza il ricorso ad una sedia a rotelle.

Federica P. si era sottoposta ad un banalissimo intervento finalizzato a ridurre l’incidenza di una scoliosi che le rendeva difficoltosi e dolorosi i movimenti eseguiti durante le lunghe sessioni di ballo, che rappresentavano la sua passione, convinta di poter acquisire una maggior tenuta e una maggior resistenza dopo aver sistemato il piccolo problema alla schiena.

Al risveglio dall’anestesia, tuttavia la ragazza si è subito accorto che qualcosa era andato storto e oggi ha deciso di intentare causa contro il medico che l’ha operata, reo di aver prodotto una lesione colposa della corda midollare a livello delle vertebre D2D3 e di non aver applicato correttamente due viti transpeduncolari, necessarie ad arginare l’emergenza.

Per quanto i casi analoghi a quello che ha coinvolto la malcapitata Federica P. non rappresentino che una minuscola porzione di tutti gli interventi chirurgici eseguiti con successo nel nostro Paese, la risonanza mediatica è destinata ad amplificare la vicenda e a porre l’accento su quegli infortuni che risulterebbero tranquillamente evitabili, in base ad una comune e doverosa assunzione di responsabilità.

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