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Salute e Benessere
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Cancro, scoperta proteina che rafforza le difese immunitarie

21 Aprile 2015
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Cancro, scoperta proteina che rafforza le difese immunitarie

La lacuna principale delle metodologie terapeutiche impiegate nella lotta al cancro, soprattutto di tipo chemioterapico, consiste nel fatto che i farmaci utilizzati per ridurre l’incidenza delle lesioni tumorali sono composti da mix di sostanze talmente dannose che si trovano spesso ad indebolire l’organismo del paziente e a vanificare così la naturale azione messa in campo dalle sue difese immunitarie contro la minaccia cancerosa.

Come in un cambio di paradigma, il mondo della ricerca medica si sta sempre più votando versa lascoperta di soluzioni che, al contrario, mirano a rafforzare le naturali difese dell’organismo di modo da riuscire un giorno ad eliminare le cellule malate a partire dalle naturali risposte presenti nel nostro corpo, magari prescindendo anche dal ricorso a farmaci invasivi e dolorosi.

In quest’ambito si inserisce una ricerca internazionale(condotta in collaborazione tra l’Imperial College, la Queen Mary University di Londra, l’Hetz svizzero e Harvard) che ha recentemente mostrato la capacità di una particolare proteina, denominata Lymphocite Expansion Molecule (Let), di rafforzare la naturale azione prodotta da una particolare categoria di linfociti T, andando così a favorire l’opera di contrasto ad infezioni ed agenti tumorali messa in campo dal nostro sistema immunitario.

In sostanza, mediante il ricorso alla proteina Let, i linfociti T Cd8 citotossici subiscono un’improvvisa moltiplicazione che porta la loro presenza nell’organismo umano a decuplicarsi e a contrastare così con maggiore efficacia tutti gli agenti patogeni in grado di provocare stati infiammatori, cellule tumorali logicamente incluse, consentendo una riduzione delle masse tumorali effettuata a partire da una risorsa che si trovava già presente all’interno del nostro sistema immunitario, seppure in modalità latente.

Testata con successo su un gruppo di cavie da laboratorio vittima di mutazioni genetiche, la proteina Let ha rivelato la propria efficacia anche in ambito umano, spingendo così la ricerca clinica in direzioni di ulteriori studi finalizzati a determinare un campione statistico approfondito relativo all’incidenza della sua azione e ad un’esatta posologia finalizzata ad ottimizzarne il ricorso in sede clinica.

Pare quindi che il futuro indefinito della lotta al cancro risulterà incentrato sull’azione prodotta a partire dal nostro sistema immunitario, magari riuscendo a sancire il definitivo abbandono di quelle terapie tradizionali che tutto distruggono, capacità di reazione del nostro organismo compresa.

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