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Salute e Benessere
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Celiachia: ecco la guida tutta al femminile

6 Marzo 2015
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Celiachia: ecco la guida tutta al femminile

Oltre ad avere le proprie piaghe endemiche e le proprie pandemie da fronteggiare, ogni decennio è costellato di patologie semplicemente supposte: se negli anni ’80 la riscoperta del culto del corpo ha portato un enorme quantitativo di medici a diagnosticare casi di scoliosi infantile del tutto ingiustificati, la crescente attenzione per il versante nutrizionale ha portato sedicenti specialisti ad emettere diagnosi relative ad ogni sorta di intolleranza e allergia alimentare possibile e immaginabile, senza che per altro, nessuno studio clinico ne abbia mai attestato un’ombra di fondamento.

In tutto questo caos di presunte allergie (nel 90% dei casi si tratta di semplice sindrome del colon irritabile), risulta spesso difficile distinguere i casi in cui sussiste una reale condizione patologica e riuscire a certificare quando la celiachia, malattia autoimmune che colpisce il tratto finale dell’apparato digerente, risulta essere un fattore di pericolo conclamato.

In base ai dati redatti da una commissione di esperti, esposti in una relazione al Parlamento, pare infatti che i casi di celiachia in Italia siano in costante aumento e che ilfenomeno stia assumendo una connotazione sempre più marcatamente femminile, tale da portare i maggiori nutrizionisti italiani a postulare un’incidenza della patologia pari a due casi su tre nelle donne.

L’allarme degli esperti riguardo al fenomeno è legato al fatto che le difficoltà di giungere ad una corretta diagnosi, intrinseche ad una malattia di per sé difficilmente riconoscibile, siano complicate appunto dalle false credenze legate ad altrettante false patologie, dando origine ad una situazione in cui circa 280 mila donne italiane si troverebbero a soffrire di celiachia senza saperlo.

Con l’intento di portare un po’ di luce all’interno di un quadro piuttosto fosco, l’Associazione italiana celiachia ha pubblicato sul proprio sito (www.celiachia.it) una guida rivolta in modo specifico alle donne, grazie alla quale sarà possibile svolgere un embrionale test di autodiagnosi atto ad identificare eventuali fattori di pericolo in previsione di un’indagine medica più approfondita e accurata.

Il mancato riconoscimento del quadro sintomatologico legato alla celiachia comporta infatti un continuo aggravarsi del problema, dovuto alla natura di tipo degenerativo della patologia e ad una situazione in cui il soggetto afflitto si trova in cerca di soluzioni errate continuando ad ingerire alimenti ricchi di glutine e ad entrare in contatto con elementi esterni (prodotti cosmetici ad esempio) in grado di porsi come fattori allergizzanti.

Invitiamo dunque chiunque si trovi a soffrire di frequenti dolori addominali, senso di gonfiore, dispepsia  e senso di stanchezza a leggere con attenzione la guida fornita dall’Associazione italiana celiachia dal titolo “Donna e celiachia”; se poi l’esito dovesse risultare negativo, è molto probabile che i sintomi siano originati da una banale infiammazione dell’intestino o da un eccessivo carico di stress, con buona pace di quei sedicenti medici che tenteranno di convincervi che siete allergici ad ogni principio nutritivo presente in natura, aria che respirate inclusa.

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