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Salute e Benessere
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Colesterolo, scende a 100 il limite ottimale

31 Agosto 2016
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Colesterolo, scende a 100 il limite ottimale

Tutte le indicazioni sanitarie e i celeberrimi parametri ottimali legati alla presenza di determinate sostanze nel sangue o ai livelli ideali della pressione sistolica, non sono dettati da necessità prestabilite ed immutabili, ma da esigenze di tipo pratico che portano le principali istituzioni sanitarie a rivedere e ritoccare le cifre ideali in corrispondenza di nuove evidenze cliniche o di particolari problematiche, tali da richiedere un ulteriore giro di vite a scopo precauzionale.

Non stupisce più di tanto, dunque, che in un mondo sempre più alle prese con contingenze mediche legate ad aumenti ponderali e patologie di tipo cardiovascolare, la Società Italiana di Cardiologia abbia chiesto la genesi di nuove linee guida finalizzate a dimezzare valori ottimali e soglia di pericolo relativi alla quantità di colesterolo Ldl nel sangue, andando a considerare nocivi gli accumuli che sforano la nuova soglia ipotetica fissata nella misura di 100 unità.

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Se fino ad oggi, il colesterolo “cattivo” veniva percepito come un pericolo imminente per le condizioni di salute del paziente non appena varcava quella soglia di 200 resa ormai celeberrima da spot televisivi e consimili, il congresso della Esc (società europea di cardiologia) in corso di svolgimento a Roma ha ribadito al necessità di andare a dimezzare il limite anche per soggetti normopeso o comunque non inserti in una fascia di rischio ben precisa, ritenendo che i livelli ottimali debbano oscillare tra 70 e 100 unità e che misure superiori possano rapidamente condurre in direzione di accumuli perniciosi o fatali.

Tradotto in parole povere, gli esperti e cardiologi italiani hanno valutato l’incidenza di patologie coronariche talmente elevata da richiedere un intervento in funzione anti-colesterolo da compiersi molto prima che le norme mediche approvate impongano maggiore attenzione, il che implica la riconversione intera del genere umano in direzione di dieta sana, acidi grassi polinsaturi e attività fisica a prescindere dagli effettivi fattori di rischio individuali.

Pur avendo connotazioni in parte allarmistiche, le nuove linee guida dei cardiologi si pongono alla stregua del prodotto di ben precise contingenze e della volontà di arginare piaghe sanitarie in atto mediante l’alterazione di livelli e misure tutt’altro che immutabili e incrollabili.

 

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