fbpx
Salute e Benessere
Like

Creato il primo neurone artificiale per combattere i danni cerebrali

30 Giugno 2015
1101 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Creato il primo neurone artificiale per combattere i danni cerebrali

Tutti coloro che ritengono il mondo della medicina alla stregua di un oscuro postribolo, in cui si consumano complotti e si spacciano inutili medicinali, probabilmente hanno dimenticato che fino a poco tempo fa la perdita di un arto o di un organo comportava il suo totale abbandono, mentre, grazie ai progressi in ambito medico, è oggi possibile sopperire alla peggiori menomazioni e continuare a condurre un’esistenza tutto sommato “normale”.

Se l’ideazione di arti, tessuti e strutture venose rigorosamente sintetici è ormai una realtà di fatto, unarecente ricerca del Karolinka Institutet di Stoccolma suggerisce l’idea che il gigantesco progresso messo in campo negli ultimi decenni non sia che l’inizio e che si possa giungere alla replica artificiale persino dei neuroni, cellule per loro stessa natura reputate come insostituibili e facilmente deperibili.

I ricercatori svedesi sono infatti riusciti nell’intento di dar vita la primo neurone artificiale su scala mondiale, sfruttando le particolari proprietà di una plastica conduttiva in grado di reagire agli stimoli elettrici prodotti dal cervello con la stessa reattività delle cellule “naturali”, lasciando così presagire la piena sostituzione dei neuroni venuti mancare mediante ad un particolare dispositivo che consente la trasmissione degli impulsi anche in aree del cervello dove non esiste il naturale elemento neuronale.

Sostanzialmente, i neuroni svolgono nel nostro cervello una funzione di strutture “ponte” attraverso le quali passa l’attività elettrica che si traduce in altrettantistimoli cognitivi e sensoriali; se fino ad oggi la perdita di un ingente numero di neuroni comportava l’impossibilità di trasmettere stimoli e impulsi, la possibilità di intervenire tramite strutture artificiali sconsentirebbe di mantenere inalterata l’attività del cervello anche di fronte alle perdite provocate da stati patologici o dal naturale processo di invecchiamento

La scoperta pubblicata su Biosensors and Bioelettronics apre dunque le porte ad un futuro prossimo in cui potrebbe essere possibile contrastare malattie di tipo neurodegenerativo o semplicemente neurologico, andando a rimpiazzare i neuroni naturali con altrettanti artificiali, controllati inmodalità wirelless, e consentendo così il pieno recupero delle facoltà mentali venute a mancare, magari a seguito di stati patologici o della semplice paranoia generata dall’eccessiva riflessione sulle oscure finalità che avvolgono il mondo della medicina.

[adrotate banner=”7″]