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Salute e Benessere
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La privazione di sonno rende il cervello “cannibale”

29 Maggio 2017
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La privazione di sonno rende il cervello “cannibale”

Anche prima dell’ideazione della moderna scienza medica e di sofisticati, test volti a monitorare l’attività neurale, risultava evidente a chiunque come ad un privazione di sonno protratta oltre la soglia di tollerabilità venisse a corrispondere una serie di danni organici pressoché sterminata e comprensiva di un’alterazione dei cicli legati alla produzione di ormoni e nuerotrasmettitori in grado di condurre in direzione della compromissione di numerose funzionalità vitali.

Una delle ragioni di questo fenomeno risiede nel fatto che il cervello umano sfrutta il ciclo sonno-veglia per mettere in atto una sorta di pulizia cellulare, andando ad operare una specie di censimento delle cellule considerate utili e attive e provvedendo ad eliminare, al contempo, tutte quelle componenti che vengono considerate superflue o nocive per la sopravvivenza dell’eco-sistema, in modo del tutto simile a quanto avviene quando decidiamo di ripulire la cache o il registro del nostro pc.

dormire poco

Una recente ricerca condotta dal professor Michele Bellesi dell’università Politecnica delle Marche ha mostrato, a conferma del fenomeno, come una lunga privazione di sonno spinga il cervello a divorare sé stesso e ad eliminare componenti neurali completamente sane, in virtù di una sorta di cortocircuito che si instaura laddove il ritmo sonno-veglia viene alterato in maniera troppo evidente o prolungata.

Analizzando nel dettaglio le funzioni cerebrali per tre gruppi di topi, sottoposti a privazioni del sonno differenti, il professor Bellesi ha infatti potuto osservare come, nel gruppo tenuto sveglio più a lungo, le cellule “spazzine” iniziassero lentamente a divorare ed eliminare porzioni cellulari associate a facoltà cognitive e mnemoniche e a mettere in atto una sorta di cannibalismo cellulare destinato a riverberarsi sullo stato di salute dell’intero organo.

La ricerca pubblicata sull’autorevole Journal of Neuroscience ha dunque portato alla luce i meccanismi che rendono la privazione di sonno alla stregua del terreno di insorgenza prediletto per numerose patologie neurodegenerative e che rendono quell’antica constatazione empirica, legata alla carenza di sonno, più che mai vera ed attuale.

 

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