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Salute e Benessere
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Esiste un legame tra i denti perduti e la longevità?

20 Febbraio 2017
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Esiste un legame tra i denti perduti e la longevità?

Fin dai tempi antichi, l’uomo ha tentato di prendersi gioco della Morte cercando segni premonitori di tipo squisitamente fisico che potessero rivelare l’avvento prematuro della Mietitrice, elaborando una lunga serie di teorie, piuttosto strampalate, che denotavano come ad un dato segno di invecchiamento precoce si accompagnasse una maggior probabilità di vedere l’aspettativa di vita crollare in modo verticale.

Non pago degli insuccessi riportati in questo campo d’indagine, il genere umano ha deciso di tirare fuori dal cassetto antiche ricerche dal sapore alchimistico e di ammantarle con una patina di scienza, dando origine a quello che è sicuramente lo studio più bizzarro degli ultimi anni in materia di medicina e longevità.

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Secondo i ricercatori facenti capo all’Oral Health Foundation inglese, esisterebbe infatti un legame tra il numero di denti persi (per cause naturali e non traumatiche) al compimento del 65esimo anno d’età e l’aspettativa di vita, secondo uno schema che prevede, all’aumentare dei denti perduti, una netta riduzione degli anni che ci restano ancora da vivere sul pianeta Terra.

Il semplice fatto di aver perso più di 5 denti al compimento del 65esimo anno d’età, porterebbe infatti in dote maggiori fattori di rischio legati all’insorgenza di stati patologici fatali, principalmente di tipo cardiovascolare, e rivelerebbe quindi una più accentuata probabilità di morire di morte precoce prima (o poco dopo) il raggiungimento dell’agognata pensione.

Secondo gli autori dello studio, la ragione del nesso risiede nel fatto che la perdita dei denti è sovente causata da fattori esterni, come il fumo o la scarsa igiene orale, che già di per sé stessi rappresentano un elemento di rischio per lo sviluppo di patologie oncologiche e cardiovascolari e che ,dunque, in quest’ottica i denti si porrebbero come spia del danno provocato all’organismo.

Di per sé munito di una logica stringente, anche se un po’ tortuosa, lo studio pubblicato su Periodontology 2000 trascura comunque il fatto che non solo ai fumatori e ai consumatori seriali di dolci capita di perdere qualche dente in prossimità della mezza età e che esistono patologie, come la piorrea, che per quanto spiacevoli non risultano assolutamente mortali, né tanto meno in grado di ingannare quella Mietitrice che si manifesta dall’alba dei tempi con scarso preavviso e senza chiedere premesso quando è giunta la nostra ora.

 

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