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Salute e Benessere
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Frutta e verdura: 5 porzioni al giorno potrebbero non bastare

24 Febbraio 2017
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Frutta e verdura: 5 porzioni al giorno potrebbero non bastare

In un mondo sempre più attento al versante umano legato alla salute e nel quale la scienza medica ha ormai compiuto autentici passi da gigante in termini di ricerca e cura per le principali patologie conosciute, è piuttosto curioso pensare che semplicemente andando ad innalzare il consumo individuale quotidiano di frutta e verdura sarebbe possibile limitare l’incidenza o addirittura debellare proprio quelle medesime malattie che la ricerca si affanna a curare e combattere.

Parallelamente all’abbandono di pessime abitudini, come il tabagismo o l’alcolismo, la frutta e la verdura rappresentano quasi per antonomasia la principale arma a disposizione del nostro organismo per potenziare il sistema immunitario, per favorire il corso dei comuni processi metabolici, per garantire la piena efficienza organica al corpo umano e per consentire un risparmio globale in termini di vite umane stimato nella proibitiva misura pari a 7,8 milioni di unità.

Un recentissimo rapporto elaborato dai ricercatori facenti capo all’Imeprial College di Londra ha infatti preso in esame una vastissima letteratura medica antecedente, consistente in 95 studi e in un campione statistico pari a 2 milioni di individui, analizzando il rapporto che intercorre tra un elevato consumo di frutta e verdura e la possibilità di incappare nel rischio di morte prematura, scoprendo appunto, che un consumo quotidiano pari a 10 porzioni (circa 800 grammi) sarebbe risultato funzionale ad evitare i sopracitati 7,8 milioni di decessi; tutti ascrivibili a patologie prevenibili mediante un dieta più sana o comunque imputabili ad una cattiva nutrizione.

Andando a suddividere l’enorme campione statistico sulla base del consumo medio di frutta e verdura, partendo da soggetti assolutamente non inclini al consumo fino ad arrivare che raggiungeva la soglia degli 800 grammi, i ricercatori londinesi hanno infatti potuto constatare una riduzione del rischio cardiovascolare e oncologico che procedeva in modo esponenziale sulla base delle quantità e delle porzioni ingerite e che si spingeva ben oltre il limite delle 5 porzioni al giorno, fissato dall’Oms come ottimale.

Se le fatidiche 5 porzioni al giorno apportavano infatti enormi benefici in termini di rischi patologici, elevare la quantità abbasserebbe ulteriormente la percentuale di pericolo, andando ad abbattere una soglia per decenni reputata come limite massimo al quale l’organismo si poteva spingere e mostrando come, con qualche piccolo accorgimento, si potrebbe risparmiare un immenso superlavoro alla scienza medica, persino in un mondo in ci quasi tutte le malattie risultano curabili o quasi.

 

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