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Salute e Benessere
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Gli Italiani fumano di meno, ma mangiano di più (e peggio)

27 Luglio 2016
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Gli Italiani fumano di meno, ma mangiano di più (e peggio)

A furia di impiegare tutte le risorse possibili e immaginabili nella guerra al fumo, percepito a ragione come nemico numero uno della salute pubblica, le autorità sanitarie nostrane sono riuscite parzialmente a centrare il loro obiettivo e a produrre quella (seppur lieve) flessione nel consumo di sigarette in Italia che appariva da decenni alla stregua di una chimera, a fronte di stime che sancivano come il numero di fumatori in Italia restasse sostanzialmente invariato a fronte di campagne informative e deterrenti di varia natura.

La nuova fotografia dell’Italia scattata da Istat attraverso l’elaborazione di un ampio censimento incentrato sulle abitudini dei nostri concittadini ha infatti evidenziato come il vizio del fumo sia presente presso il 19,6% degli Italiani di età superiore ai 14 anni, mentre il 22,6% sostenga di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato; cifre che attestano una sostanziale decrescita dal 23,7% complessivo presente fino a pochi anni fa nel nostro Paese.

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Il deciso calo percentuale ha visto le donne in prima linea nell’abbandono delle sigarette, con solo il 15% del totale che si dichiara fumatrice, portando la quota ad un minimo storico imprevedibile solo fino a pochi anni fa, quando il vizio delle bionde spopolava presso il Gentil Sesso e le aziende produttrici di tabacchi lavorati ammiccavano sempre di più in direzione di prodotti ideati con l’intento di stuzzicare fantasia e velleità femminili.

Se il calo del fumo in Italia può far tirare un respiro di sollievo, tutt’altro che metaforico, l’altro alto della medaglia è rappresentato da un tasso di sovrappeso in continuo aumento e da una pigrizia di fondo che relega gli italiani tra le popolazioni più sedentarie del pianeta, andando a far sorgere nuove potenziali emergenze in ambito sanitario, laddove la morsa del fumo pare allentarsi.

Nel 2015, anno di riferimento del censimento, il 54,8% dei maschi italiani si trovava infatti in condizione di sovrappeso, con punte statistiche piuttosto preoccupanti tra i giovanissimi, dove eccessi ponderali e obesità raggiungono picchi pari al 25% e dove la sana attività sportiva che consente l’attivazione dei processi metabolici pare sempre più trascurata e relegata all’ambito di un passato decisamente più atletico.

Se il duplice trend in atto nel nostro Paese dovesse proseguire nel corso dei prossimi decenni, ci troveremo dunque a convivere con un solenne cambio di prospettive sanitarie e con istituzioni unite nel tentativo di investire ogni risorsa possibile e immaginabile per impedire agli Italiani di mangiare troppo, o quantomeno male.

 

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