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Salute e Benessere
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Ibernata bambina di tre anni affetta da tumore al cervello

20 Aprile 2015
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Ibernata bambina di tre anni affetta da tumore al cervello

Anche se la mortalità associata ai tumori ha visto una rapida decrescita a seguito di un’attenzione crescente rivolta al fattore prevenzione e dell’avvento di nuove cure su scala globale, purtroppo, in tutto il mondo si continua a morire di cancro e l’idea di una cura definitiva resta ancora confinata nel novero degli ideali e di un futuro tanto indefinito quanto distante.

Proprio in attesa che quel supposto futuro distante si concrettizzi, i genitori di una bimba di tre anni affetta da tumore al cervello hanno rinunciato a lottare contro la patologia, prendendo ladrammatica decisione di ibernare la loro bambina, affidando così la sua sorte alla postulata capacità della scienza di riuscire un domani a rianimare i corpi congelati e ad un altrettantopostulata speranza legata all’avvento di una soluzione definitiva al cancro.

La bambina thailandese, di nome Matheryn Naovaratpong, si era trovata a contrarre una forma piuttosto aggressiva di ependiloblastoma al cervello che aveva rapidamente trasformato la vita della bimba in un autentico calvario, contraddistinto dalla presenza di 12 interventi chirurgici e di svariati cicli di radioterapia e di chemioterapia, tuttavia insufficienti a debellare la massa tumorale e a consentire a Mathryn una reale speranza di guarigione definitiva.

Proprio quando i medici hanno gettato la spugna, attribuendo alla piccola paziente una speranza di sopravvivenza non superiore ai sei mesi, i genitori hanno deciso di ricorrere ad un complesso intervento di criopreservazione, finalizzato alla completa ibernazione di tutte le parti anatomiche della piccola, cervello incluso, rimandando così al soluzione del caso clinico ad un ipotetico futuro.

Nonostante un costo medio non esattamente alla portata di chiunque (circa 200 mila dollari) e nonostante la mancanza assoluta di certezze relative ad un effettivo risveglio, gli interventi di criopreservazione stanno rapidamente aumentando in tutto il mondo, trovando la loro ragion d’essere in una preferenza accordata ad un vita futura vagamente possibile, rispetto ad una morte certa nell’imminente e costituendo una tendenza sanitaria destinata a crescere di pari passo con l’accessibilità globale del complicato processo.

La piccola Mathryn rappresenta ad oggi il caso più giovane di paziente ibernato presente al mondo e una nuova sfida alla quale la ricerca scientifica dovrà un giorno offrire una risposta, logicamente solo a seguito di quella debellazione definitiva del cancro che oggi appare ancora tristemente relegata al mondo degli ideali e di un futuro indefinito.

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