fbpx
Salute e Benessere
Like

Il virus dell’herpes combatte il cancro alla pelle

29 Maggio 2015
1061 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Il virus dell’herpes combatte il cancro alla pelle

I numerosi agenti patogeni, virus e batteri, che attaccano il nostro organismo hanno sviluppato nel corso dei secoli una sorta di capacità di resistere di fronte alle difese messe in campo dal nostro sistema immunitario e con essa la tendenza a trovarsi a loro agio nell’ambiente corporeo umano, un po’ come se la capacità di insidiarsi all’interno dei nostri organi li legittimasse a sentirsi a casa loro.

Partendo proprio dal complesso rapporto a doppio filo che sussiste tra la nostra epidermide e il virus dell’herpes, un gruppo di ricercatori facenti capo al britannico Istituto per la Ricerca sul Cancro ha avuto la brillante intuizione di operare una modifica genetica al virus in questione con l’intento di renderlo in grado di contrastare il proliferare delle cellule tumorali che colpiscono la pelle, anziché le normali cellule cutanee, abitualmente trasformate dall’herpes nella dimora di infezioni e antiestetiche deformazioni.

Mediante la sottrazione dei due geni ritenuti responsabili dell’aggressività del virus dell’herpes, i ricercatori inglesi sono infatti riusciti a dar vita ad una versione mutata del’agente patogeno che si è dimostrata in grado di attaccare con successo le cellule malate presenti nel melanoma, forma piuttosto aggressiva di cancro alla pelle,contrastandone la proliferazione e prolungando la sopravvivenza dei pazienti colpiti senza il ricorso ad ulteriori terapie.

In sostanza, le infinite possibilità offerte dalla moderna ingegneria genetica hanno reso possibile l’intervento diretto su intere classi di microrganismi ritenute dannose per la salute umana con l’intento di mutare la loro tendenza ad attaccare componenti sane del copro umano, per rivolgere la loro aggressività in modo mirato contro anomalie e disfunzioni di natura tumorale e scatenando, per prossimità, una forte reazione del sistema immunitario in grado di favorire la loro avanzata nella lotta al cancro.

Benché non si possa ancora considerare una terapia definitiva contro il melanoma, l’impiego del virus ogm dell’herpes ha prodotto risultati incoraggianti, prolungando la vita dei soggetti malati di oltre 41 mesi in media (contro i 21 di coloro che erano stati trattati con terapie di tipo convenzionale) e producendo la totale remissione dei sintomi nel 10% del campione di volontari partecipanti al test durato oltre 3 anni.

Il farmaco derivato dalla modifica genetica al virus prenderà il nome di V-Tec e sarà prestodisponibile in qualità di terapia di supporto per la lotta al melanoma, conferendo così alla ricerca di settore un’arma da affiancare alle terapie tradizionali, in attesa che la ricerca sugli ogm possa un giorno sostituire gli invasivi farmaci tradizionali e porsi come standard normativo in materia.

Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology apre dunque le porte ad un futuro all’insegna della sperimentazione incentrata su componenti naturali e su intere classi di agenti patogeni, resi ormai innocui da modifiche genetiche e invitati a fare davvero come si trovassero a casa loro all’interno del nostro organismo.

[adrotate banner=”7″]