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Salute e Benessere
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In arrivo la nuova legge sulla responsabilità medica

1 Marzo 2017
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In arrivo la nuova legge sulla responsabilità medica

Dando per scontato che gli errori rappresentano una componente ineliminabile dell’agire umano e che non vi è una sola persona sulla faccia della terra immune dal “morbo”, esistono categorie professionali che, per loro stessa natura, dovrebbero cercare di ridurre lo sbaglio alla sfera del mero accidente, andando a limare ogni fattore di distrazione possibile e andando a concentrare ogni sforzo e ogni cura in direzione della salvaguardia dell’assistito.

Se in Italia si discute ormai da anni sulla possibilità di rivedere sanzioni e risarcimenti prodotti a partire quei medici che si macchiano di errori e sviste dovuti ad un eccesso di leggerezza sul lavoro o ad una scarsa professionalità, pare che i recenti casi di cronaca nera in salsa sanitaria abbiano reso maturi i tempi per un cambio di rotta normativo e che la suddetta legge sulla responsabilità medica stia per vedere effettiva luce.

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Proposta del deputato Gelli, la Legge in questione intende porsi come punto di incontro tra le esigenze del paziente danneggiato e quelle di un’intera categoria professionale, volenterosa di distinguere gli errori prodotti in sede diagnostica e terapeutica proprio sulla base del sopracitato discrimine tra sbaglio umano e negligenza professionale.

Mentre da un lato la nuova legge semplifica l’accesso ai doverosi risarcimenti per tutti quei malati che si sono trovati vittime di malcostume o leggerezze mediche, la norma tende, dall’altro, a sanzionare in sede penale solo quei medici che hanno agito secondo schemi alieni alle linee guida dell’Oms e delle istituzioni sanitarie e che si sono macchiati dunque di un errore evitabile.

In sostanza, qualora il medico imputato dimostri di essersi attenuto alle prassi protocollari e di aver agito nel pieno rispetto delle linee guida generali, la sua responsabilità evita di spingersi fino alla sede penale, ma se il suddetto dottore crea un danno la paziente per aver proverbialmente agito di testa sua, in contrasto con linee guida ed evidenze scientifiche, o per eccesso di leggerezza ne dovrà rispondere fino in fondo con pene pecuniarie e detentive previste per i casi più gravi.

Vengono, inoltre, nuovamente ripartite le responsabilità contrattuali tra medico e struttura sanitaria di riferimento, secondo uno schema che prevede l’errore del singolo medico, secondo uno schema che prevede la Asl di riferimento imputata in prima istanza per il danno arrecato all’assistito e il medico solo in seconda istanza, qualora la sua responsabilità dell’accaduto risulti palese.

Prodotta con l’intento di sgravare un po’ dal fardello della responsabilità i medici e per garantire giustizia ai malati, la legge cerca quindi di trovare un punto di accordo tra istanze contrapposte e di limitare ancora si più la sfera dell’errore a quella componente umana che resta purtroppo ineludibile persino in sede medica.

 

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